I ragazzi che ci fanno paura
Come commentare quei ragazzi, poco più che i bambini, che provano ad accoltellare, inseguire o picchiano i professori?
I ragazzi che ci fanno paura
Come commentare quei ragazzi, poco più che i bambini, che provano ad accoltellare, inseguire o picchiano i professori?
I ragazzi che ci fanno paura
Come commentare quei ragazzi, poco più che i bambini, che provano ad accoltellare, inseguire o picchiano i professori?
Come commentare ragazzi che accoltellano professori, ragazzi o poco più che i bambini che provano ad accoltellare professori, ragazzi che inseguono e picchiano professori?
Tutte storie di cronaca degli ultimi mesi, accadute in mezzo a noi, fra ragazzi come i nostri figli. Almeno all’apparenza.
Cosa dire che non sia stato già detto, analizzato, ipotizzato? Cosa dire che abbia un minimo di senso, mentre il mondo sembra impazzire davanti ai nostri occhi?
In realtà, sappiamo tutto dei rischi che corriamo. Sappiamo che un tempo – quando eravamo noi i ragazzini – non poteva succedere proprio nulla di realmente pericoloso dietro la porta della cameretta chiusa. Nulla di destabilizzante, intendiamo. Per l’adolescente, i suoi genitori, tutto il suo piccolo mondo.
Oggi, viceversa, non abbiamo la più pallida idea di che cosa accada dietro la porta. Non siamo in grado di capirlo, figurarsi controllarlo.
Non è un atto d’accusa, anche se ciascun genitore è chiamato ogni giorno a provare a limitare quanto meno i danni. È una presa d’atto di un mondo cambiato radicalmente, sino alle fondamenta. Un mondo che credevamo di conoscere e che oggi rischia di sfuggirci di mano, partendo per la tangente e verso luoghi del cuore e della mente di cui non sappiamo nulla.
Una porta non è più niente, se non la fragilissima e inutile membrana fra quello che consideriamo normale, comprensibile e controllabile e un oceano di timori, incomprensioni, incubi.
Il mestiere di genitore è sempre stato estremamente complicato, un’avventura da costruire giorno dopo giorno. Oggi è diventato un filo teso fra due smartphone e noi – ex giovani divenuti adulti nella tumultuosa era digitale – viviamo nella paura di chi possa esserci dall’altra parte di quel filo su cui balla la vita dei nostri ragazzi.
Di Fulvio Giuliani
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