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title: I social e il senso del limite
description: "La morte della titolare della pizzeria lombarda. Ogni notizia di cronaca diventa occasione per farla diventare \"virale\" sui social e non solo"
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date: 2024-01-15
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/i-social-e-il-senso-del-limite/
categories: [Cronaca]
tags: [Evidenza, social media]
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# I social e il senso del limite

![I social](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/I-social.jpg)

La morte della titolare della pizzeria lombarda. Ogni notizia di cronaca diventa quasi automaticamente un'occasione per provare a costruire la notizia virale sui social e non solo

**Prudenza, equilibrio, calma, contare fino a 100 se necessario**. Tutte norme di banale **buon senso** che quando ho cominciato a fare **questo mestiere** costituivano **puri comandamenti**. 

**Venivano inculcati** dai direttori, dai caporedattori, in sostanza **da chiunque avesse più esperienza del giovane giornalista o cronista per natura ed età un po’ “garibaldino“**. 

**Oggi sembra che si siano completamente persi questi riferimenti**. **Ogni notizia di cronaca**, anche la più ripetitiva e quella in tutta franchezza meno clamorosa, **diventa quasi automaticamente un’occasione per provare a costruire la notizia “virale“** (senza badare alla sostanziale negatività etimologica del termine).

**Il fatto di cui tutti parleranno** e su cui tutti sentiranno di dover dire qualcosa. Pericoloso, pericolosissimo.

**La vicenda è tutta da chiarire e non aggiungerò una parola** (sarebbe in ogni caso imprudente, appunto) **sulla morte della titolare della pizzeria lombarda** assurta agli “onori” di Tv, giornali e online per una vicenda legata a una presunta recensione contro clienti gay e disabili. Questa stessa recensione è stata poi messa pesantemente in discussione in rete, in un meccanismo infernale che ben conosciamo. 

**La vicenda, tragica di suo, imporrebbe a tutti un severo esame di coscienza**. Tanto per cominciare a tutti quelli che hanno pensato di emettere sentenze, di sapere con assoluta e granitica certezza cosa fosse accaduto, dove fossero i torti e le ragioni. Le vergogne reali e quelle presunte.

**A me non interessa proprio niente di quella recensione, perché davanti alla morte ci si ferma**. Punto. 

**Il lutto e il dolore dovrebbero essere anche un’occasione di riflessione**, in un mondo che ha smesso di ragionare, di pensare, di valutare e - come scrivevamo in apertura - di contare se necessario fino a 100 o molto di più quando necessario. Prima di rischiare di distruggere le persone, quand’anche avessero commesso degli errori. Invece è tutta una corsa al giudizio, al dito puntato. In una sorta di imperativo categorico che tanta gente in rete non sembra avere gli strumenti per contrastare. In poche parole: ma chi credete di essere?

Non parlo solo di giornalisti, opinionisti e influencer, per carità. **Parlo della moltitudine che finisce per costruire quella pressione talvolta del tutto insostenibile**. 

**In particolar modo per** [chi non vi è preparato](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/imprenditore-si-suicida-dopo-critiche-social-per-il-flop-a-teatro/)**, formato, magari abituato**. **Fa fatica** [Chiara Ferragni](https://laragione.eu/life/spettacoli/scandalo-ferragni-la-clamorosa-ovvieta-che-ancora-non-e-stata-detta/)**, figurarsi una persona “normale”**. Potrà avere sbagliato, forse no e magari non lo sapremo mai. Di sicuro una donna è morta in circostanze che lasciano attoniti, al solo pensiero dell’inferno scatenato dentro di lei da una baraonda alimentata con glaciale indifferenza da tanti.

di *Fulvio Giuliani*

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