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Il coraggio, il senso del dovere, la tragedia

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Il video del vigile del fuoco che tenta di salvare, invano, i tre giovani dalla furia del Natisone: quando tutti scappano, loro arrivano. Non dimentichiamolo mai

Il coraggio, il senso del dovere, la tragedia

Il video del vigile del fuoco che tenta di salvare, invano, i tre giovani dalla furia del Natisone: quando tutti scappano, loro arrivano. Non dimentichiamolo mai

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Il coraggio, il senso del dovere, la tragedia

Il video del vigile del fuoco che tenta di salvare, invano, i tre giovani dalla furia del Natisone: quando tutti scappano, loro arrivano. Non dimentichiamolo mai

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Continuo a non guardare quel video, a non guardare le immagini del vigile del fuoco che prova il tutto per tutto pur di raggiungere i tre ragazzi abbracciati nel centro del fiume Natisone, ormai quasi in preda alla corrente e all’improvvisa ondata di piena.

Non ce la faccio a guardarlo, come non sono riuscito a guardare, se non un paio di volte per “dovere“, i primi video dei tre giovani che cercano con quell’abbraccio di resistere alla furia dell’acqua sempre più intensa. Non oso immaginare quello che avranno provato e non posso neppure tentare di descrivere le sensazioni dei loro cari.

Penso, con deferenza e ammirazione, alla rabbia devastante e alla disperata delusione che avrà provato quel vigile di fuoco. Ha tentato di andare oltre il proprio dovere, ha capito di mettere a repentaglio la sua stessa vita, ma compreso ben presto – con la lucidità figlia della preparazione e dell’addestramento – che non ce l’avrebbe fatta. Ha desistito come era giusto che facesse, per non aggiungere un’ulteriore vittima al bilancio di quel pomeriggio tragico.

Quante volte, negli anni che verranno, sarà costretto a ripensare a quegli istanti. A quello che avrebbe potuto fare, ai tentativi diversi, all’aiuto che sarebbe stato necessario e che il magistrato titolare dell’inchiesta senza troppi giri di parole ha fatto capire essere mancato. Sono stati ipotizzati errori su cui sarà giusto indagare nel dettaglio, ma ora non ci interessa cosa possa emergere dall’inchiesta: faccia il suo corso.

Penso a quel vigile, alle donne a agli uomini che scelgono una professione in cui la vita – la propria vita – è parte del contratto. Quando tutti scappano, loro arrivano. Non dimentichiamolo mai.
Sono certo che un po’ se ne sia andato anche lui in quell’acqua melmosa, per la rabbia più devastante che un vigile del fuoco possa provare: quella dell’impotenza.
Gli siamo vicini e continuiamo a stringerci alle tre famiglie devastate dalla tragedia.

di Fulvio Giuliani

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