---
title: Il dolore e le leggi
description: Ogni giorno tre lavoratori perdono la vita nell’esercizio delle loro mansioni. Ogni giorno. Come si spiega tutto questo?
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Evidenza-sito-2-6.jpg
date: 2024-04-15
modified: 2024-04-16
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/il-dolore-e-le-leggi/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, lavoro]
---

# Il dolore e le leggi

![Il dolore e le leggi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Evidenza-sito-2-6.jpg)

Ogni giorno tre lavoratori perdono la vita nell’esercizio delle loro mansioni. Ogni giorno. Come si spiega tutto questo a fronte di leggi all'avanguardia?

Il cordoglio è un sentimento nobile, purché non si trasformi in *routine* del dolore. **La tragedia nella centrale idroelettrica di Suviana** e il bilancio intollerabile in vite umane hanno dato il via – non è un giudizio, solo un’amara considerazione – a commenti e doglianze improntate a schemi ben noti. Una *routine* della costernazione che rende ancora più angosciante il terrificante dato con cui l’Italia deve fare i conti: **ogni giorno tre lavoratori perdono la vita nell’esercizio delle loro mansioni. Ogni giorno**.

**Davanti a tragedie sconvolgenti – come a Brandizzo, Firenze o Suviana – i toni si alzano**. La retorica del dolore si accompagna a quella della rabbia. Sacrosanta, purché non cieca: si chiedono sempre più leggi, via via più stringenti, capaci di incidere su questa catena di lutti. È l’unica strada, sottintendendo che il nostro quadro normativo presenta lacune più o meno gravi? Ci permettiamo di dissentire perché, dal punto di vista giuridico, **le leggi sulla sicurezza sul lavoro in Italia sono fra le più avanzate al mondo**.

Per quanto in leggero calo, **i 3 morti al giorno, i 119 dall’inizio dell’anno e i 1.041 del 2023 sono inaccettabili ma come si spiegano? **Col mancato rispetto delle leggi (perché scriverle non basta), con l’incapacità di formare come si deve e anche con una mancata crescita culturale degli stessi lavoratori. Non sempre – ognuno può farsi un esame di coscienza – si comprende l’importanza del conoscere leggi, regolamenti, norme e strumenti.

Non ci riferiamo alla tragedia della centrale emiliana, a quella del cantiere fiorentino o ad altre: osserviamo un rispettoso silenzio davanti al dolore e all’esigenza che si faccia piena luce. **Chiediamo però che l’accertamento arrivi in tempi civili, altrimenti anche le leggi splendide non funzionano**. All’indomani del dramma di Firenze, il Consiglio dei ministri ha reso operativa la cosiddetta ‘**patente a punti’ per le aziende in tema di sicurezza**. Se sbagli, vieni sanzionato (oltre alle eventuali responsabilità civili e penali) con un minore grado di affidabilità, di ‘punti’ sulla tua patente. Come ovvio, questi ultimi potranno essere tolti solo dopo un’indagine e un eventuale processo. Stesso discorso per il riconoscimento di non responsabilità. **Tutto questo con quali tempi? Mentre si aspetta, per le imprese coinvolte in tragici eventi può essere la fine**. Non si sopravvive, pure se non si ha alcuna colpa.

Anche additare frettolosamente il sistema dei subappalti come ‘responsabile’ del dramma sicurezza in Italia è una visione manichea e superficiale, facile da sbandierare in piazza o in un *talk*. Nei lavori ad alta specializzazione è inconcepibile che una sola azienda abbia tutte le competenze necessarie e possa svolgerle al meglio, proprio in ossequio alle sacrosante leggi che ci siamo dati.

*di Fulvio Giuliani*
