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title: Il processo improprio nel posto sbagliato
description: Enrico Varriale, giornalista ed ex direttore di Rai Sport, è accusato di stalking e lesioni personali nei confronti della sua ex compagna.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Enrico-Varriale.png
date: 2021-10-01
author: Gaia Bottoni
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/il-processo-improprio-nel-posto-sbagliato/
categories: [Cronaca, Evidenza]
tags: [giustizia, Italia]
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# Il processo improprio nel posto sbagliato

![Il processo improprio nel posto sbagliato](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Enrico-Varriale.png)

La vicenda di Enrico Varriale. Il giornalista sportivo, ex direttore di Rai Sport, è accusato di stalking e lesioni personali nei confronti della sua ex compagna. La magistratura dovrà indagare ma intanto è iniziato il suo processo a mezzo social.

Cosa sia realmente successo fra **Enrico Varriale**, giornalista sportivo ed ex vicedirettore di Rai Sport, e **la sua ex compagna** lo accerterà la magistratura. Intanto nei suoi confronti sono stati disposti il **divieto di avvicinamento e di comunicare con lei anche per interposta persona**. **L’accusa** nei suoi confronti è di **stalking e lesioni personali**.

Si parla di telefonate e appostamenti, di minacce e anche di violenza. Il **gip di Roma** descrive il giornalista come una «personalità aggressiva e prevaricatoria, incapace di autocontrollo». **Lui nega tutto**, e aggiunge che dimostrerà l’infondatezza delle accuse. Ma è la **Procura** a dover dimostrare che sono fondate, non viceversa. Intanto è partito nei suoi confronti il **processo a mezzo social**.

E non può che tornare alla mente la vicenda di **Johnny Depp**, famosissimo e amatissimo almeno prima che **l’ex moglie Amber Heard** lo accusasse di averla ripetutamente picchiata. **Il divo è stato condannato**, era tutto vero.

Della vicenda di **Varriale** sappiamo ancora pochissimo. Di certo **in Rete la sentenza sembra essere già stata emessa**, come spesso accade in questi casi. Non esiste giustificazione per nessun tipo di atto persecutorio o di violenza, a prescindere dal fatto che chi lo compie sia un ‘volto noto’ oppure no. Non sfugge però come sia repentina la caduta quanto più si tratta di **personaggi conosciuti**. E come sia spesso netto e senza appello il giudizio di chi un giudice in realtà non è e non sa nulla. Come se da chi è famoso ci si aspettasse anche un esempio di virtù morale.

 

di *Gaia Bottoni*
