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title: La condanna non sia ostacolo al negoziato
description: "Il sergente 21enne è stato condannato all'ergastolo da un tribunale ucraino per aver ucciso un civile disarmato. Si tratta del primo processo per crimini di guerra dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina."
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date: 2022-05-24
author: Redazione
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/il-sergente-condannato-ergastolo-ucraina/
categories: [Cronaca]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
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# La condanna non sia ostacolo al negoziato

![La condanna non sia ostacolo al negoziato](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/interviste-DEF-44.png)

Il sergente 21enne è stato condannato all'ergastolo da un tribunale ucraino per aver ucciso un civile disarmato. Si tratta del primo processo per crimini di guerra dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina.

Il punto non è se la condanna all’ergastolo sia meritata, ma se sia opportuna. Abbiamo già scritto, quando il processo è iniziato, che lo consideravamo inopportuno: con la guerra ancora in corso non è la giustizia del Paese aggredito a potere regolare i conti con l’invasore e i suoi soldati.

**Le prove dei crimini di guerra devono essere raccolte, perché quello sarà un capitolo importante e futuro.** Quel soldato ha ucciso un civile disarmato, senza che ve ne fosse motivo. È mille volte condannabile ma la sentenza deve, ora, essere parte del negoziato, non un ostacolo a che si sviluppi. Tanto più che, per quanto esecrabile sia il reato commesso, è nulla rispetto alla criminale aggressione e alle sue tragiche conseguenze.

E se i prigionieri di guerra sono a loro volta oggetto di un possibile scambio, così come sembra sia stato negoziato per i combattenti ucraini arresisi all’Azvostal, quella singola condanna (all’ergastolo) esula dalle faccende militari e sarebbe conveniente preludesse a una riconsegna del criminale ai suoi criminali mandanti.

**Ove così non fosse assisteremmo ad analoghi processi, da parte russa, condotti in condizioni inammissibili e coinvolgenti centinaia di soldati.** A quel punto, certo, si potrà sostenere che la giustizia ucraina e quella russa non possono essere messe sullo stesso piano – come non lo sono l’Ucraina e la Russia – ma ci si muoverebbe su un terreno molto scivoloso. In ogni caso non c’è ragione alcuna di offrire una sponda alla propaganda del Cremlino.

La Redazione
