---
title: Il voto sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini
description: Oggi che si celebra il 25 aprile 1945. Forse è il caso di interrogarsi sulla storia degli italiani più che dell’Italia.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-30-4.png
date: 2022-04-25
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/il-voto-sulla-revoca-della-cittadinanza-onoraria-a-benito-mussolini/
categories: [Cronaca]
tags: [Italia, storia]
---

# Il voto sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini

![Il voto sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Evidenza-sito-30-4.png)

Oggi che si celebra il 25 aprile 1945 come se fosse un 25 dicembre, ovvero un Natale delle libertà. Forse è il caso di interrogarsi sulla storia degli italiani più che dell’Italia.

**Molti nemici, molto onore. Letta così, nell’epoca attuale delle libertà e della democrazia, trattasi d’una frase idiota.** Eppure questa affermazione ha contribuito a segnare, nel Ventennio fascista, il mito del duce. Di Benito Mussolini. Quello che aveva sempre ragione. Talmente sempre che i Comuni italiani, nell’era del suo potere imperante, han fatto a gara nell’assegnargli onorificenze e cittadinanze. Oggi, 25 aprile 2022, noi ci soffermiamo soprattutto sulle seconde. Non per un voyeurismo sul potere che fu, bensì per** tentare un’analisi del perché così tanti paesi e città italiane, negli anni del fascismo, abbiano iscritto *****ad honorem***** nelle loro anagrafi il cittadino Mussolini Benito**. La questione merita attenzione, soprattutto perché al giorno d’oggi quegli stessi Comuni vogliono revocargli la cittadinanza onoraria.

Un fatto banale di cronaca ha innescato nei giorni scorsi un dibattito: **è accaduto che a Carpi il voto sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini non sia passato**. Apriti cielo. La narrazione dell’antifascismo si è scatenata sull’argomento, dimenticando la domanda più importante: **perché, negli anni del fascismo al potere, le città e i paesi italiani, con gli amministratori d’allora, han fatto a gara ad avere Mussolini cittadino?** La ragione è semplice e inquietante al tempo stesso: **perché gli italiani sono** – per necessità, storia e ragioni di sopravvivenza – **equivicini al potere e non equidistanti**. Una fotografia, questa, che richiede il rigore della storia e non della cultura della cancellazione così modaiola al giorno d’oggi.

**La cittadinanza a Benito Mussolini è un fatto storico e revocarla, 100 anni dopo la Marcia su Roma, non è un atto di libertà ma di revisionismo.** E trattandosi di revisionismo la questione non è più morale – il bene contro il male – bensì storica e interroga sulla natura stessa del popolo italiano. Molto fascista ai tempi del fascismo. Poi molto comunista e molto democristiano ai tempi del Pci e della Dc. E infine assai berlusconiano all’epoca di Silvio Berlusconi.

**Oggi che si celebra il 25 aprile 1945 come se fosse un 25 dicembre, ovvero un Natale delle libertà, forse è il caso di interrogarsi sulla storia degli italiani più che dell’Italia.** Già, la storia degli italiani, il nome che – seppur al singolare (“Storia di un italiano”) – ha fatto declinare a quel grande attore che è stato Alberto Sordi i vizi e le virtù d’un popolo intero. Come sottolineava lui stesso nel film “Una vita difficile” di Dino Risi, interpretando l’ex partigiano idealista Silvio Magnozzi:** «Non c’è niente da vedere, è tutto uno schifo... Non visitate l’Italia! Statevene a casa vostra, che è meglio»**. E attenti. Che dall’8 settembre al 25 aprile, in Italia, può essere questione d’un attimo. *Ad honorem*.

di *Massimiliano Lenzi*
