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title: Immigrazione senza integrazione
description: "Basta farsi un giro in una qualunque nostra grande città, da Nord a Sud: scopriremo aree dove l’integrazione è utopia e la tensione è latente"
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date: 2023-09-20
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/immigrazione-senza-integrazione/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza]
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# Immigrazione senza integrazione

![integrazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/09/Evidenza-sito-595.jpg)

Basta farsi un giro in una qualunque nostra grande città, da Nord a Sud: scopriremo aree dove l’integrazione è utopia e la tensione è latente

**Non c’è tema più attuale di quello dell’immigrazione**. Dei nuovi sbarchi, della gestione dei moltissimi che arrivano. Ma c’è un’altra faccia di questa medaglia: **quella rappresentata dai tanti che in Italia sono giunti da tempo o da quelle seconde generazioni che qui sono nate**.

**Basta farsi un giro in una qualunque nostra grande città**, da Nord a Sud: scopriremo aree dove l’integrazione è utopia e la tensione è latente. **Aree dove c’è un’altissima concentrazione di immigrati e non certo arrivati da poco**. La sensazione, passeggiando o incrociando sguardi e parole carichi di diffidenza,** è che si siano poco o nulla integrati**. Anche perché sono aree dove sono “loro” in maggioranza **e pertanto la percezione è di quartieri che richiamano il modello fallimentare delle *banlieue* francesi**, dove una sorta di extraterritorialità ha finito per incancrenire il problema e sfavorire la vera integrazione. **Capita a Milano così come a Torino, a Firenze, a Bologna e via a scendere lungo lo Stivale. Anche chi ci vive da anni non crede in una vera possibilità di integrazione. Ci si guarda a vicenda con sospetto.** Alle difficoltà di alcuni italiani – da riconoscere, prima di condannare – di comprendere il tessuto sociale che cambia, fa da contraltare la percezione di questi immigrati di essere una “città nella città”. Come se non ci fosse *meltin’pot* possibile, con l’effetto di non renderlo realizzabile. **Anche alcuni dei più giovani, cresciuti frequentando le nostre scuole, si sentono stranieri e spesso senza vere possibilità di futuro**. Diventano i giovanissimi che spacciano, i ragazzini che si accoltellano in strada, i membri delle* baby gang*. Diventano una bomba a orologeria. Non si sentono veramente accettati e, non percependo di avere le stesse possibilità dei coetanei italiani, finiscono per vivere di espedienti. **Con una rabbia palpabile e soprattutto pericolosa.**

In certe periferie la notte diventa impossibile e la disperazione sfocia nel crimine. Persino le forze dell’ordine faticano a intervenire in modo incisivo. **Il problema va guardato in faccia prima che esploda**. Non si tratta soltanto di numeri ma di gestire una realtà fatta di luci, ombre e scala di grigi: ci sono esempi positivi e importanti (è il caso dei tanti figli di immigrati ricordati dal Presidente Mattarella parlando delle nostre scuole) e chi invece trasforma alcune stazioni in luoghi inavvicinabili, bivacca nei parchi e spaccia (attività in cui brillano anche tanti italiani). **In questi casi a prevalere può essere soltanto la legge.**

Affrontiamo il tema senza ideologie, concretamente. **Perché basta osservare poco oltre i nostri confini per capire cosa rischiamo di diventare.**

di *Annalisa Grandi *
