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title: Ischia, dalla storia al cemento
description: Di Ischia com’era un tempo non è rimasto quasi nulla, il verde è stato sostituito dal bianco e grigio di colate di cemento spietate e assurde
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date: 2022-11-29
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/ischia/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza, Italia, politica]
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# Ischia, dalla storia al cemento

![Ischia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/11/evidrnza-filvuo.jpg)

Di Ischia com’era un tempo non è rimasto quasi nulla, il verde è stato sostituito dal bianco e grigio di colate di cemento spietate e assurde.

La tragedia, la cronaca del disastro, la corsa disperata a salvare vite umane **prima di doversi rassegnare alla pietosa ricerca delle vittime**. Al contempo, **il circo montato nei consueti tempi da record**: commenti e considerazioni sempre uguali, geologi chiamati al capezzale di un territorio violentato e trascurato, le loro parole che finiscono per diventare una litania. **Stanca colonna sonora di uno spettacolo mediatico assurdamente uguale a sé stesso. **

Sia chiaro, **geologi ed esperti non hanno alcuna responsabilità**, anzi. I loro richiami, i loro ammonimenti **vengono regolarmente archiviati come scocciature** – se non direttamente quali opinioni di menagrami – fin quando le cose vanno bene. Poi, al momento del ciclico disastro, ci ricordiamo e li richiamiamo in servizio. **Ma cosa dicono gli esperti**, ormai nauseati dall’inutilità delle loro parole? **Che in mille angoli d’Italia abbiamo fatto di tutto per distruggere il territorio**, aggredendolo con un’indifferenza che sfocia in atteggiamenti criminogeni, creando le condizioni ideali a favorire i disastri naturali. **Decenni di abusi edilizi, conosciuti da tutti e tollerati da tutti.** Quando scriviamo “tutti”, non stiamo parlando solo dei politici. Parliamo di noi cittadini, di chi qui quegli abusi li ha commessi, **nell’intima convinzione che prima o poi sarebbe stata offerta la possibilità di sanarli**. Questa sì che è una responsabilità degli amministratori e dei politici, che si salda con l’atavica propensione all’interesse personale di tanti italiani.

Urlare oggi al cielo di Casamicciola e Lacco Ameno per la disgrazia piovuta su Ischia è ipocrita e insopportabile. Chiedere **genericamente “soldi” annuncia solo nuovi guai**, perché non è mai stata una questione di soldi. Quelli non sono mancati, **semmai sono stati troppi e spesi troppo male**. L’“Isola Verde” era chiamata così perché ricoperta da una rigogliosa vegetazione di macchia mediterranea, pinete e boschi dalla riva del mare sino alla sommità dell’Epomeo, con i suoi 800 metri di antico vulcano. **Ischia è stato un paradiso in Terra sin dalla notte dei tempi**, quando i greci provenienti da Eretria e Calcide sbarcarono su quelle spiagge incantate e fondarono diversi insediamenti, fra cui uno proprio nei pressi dell’attuale Lacco Ameno. F**u la prima colonia della Magna Grecia**. Per loro Ischia era “Pithecusa”, letteralmente “Isola delle scimmie”. **Ne fecero un ricco centro di commerci con la terraferma**, con oltre diecimila abitanti.

**Di Ischia com’era non è rimasto quasi nulla**, il verde è stato sostituito dal bianco e grigio di colate di cemento spietate e assurde. **Figlie dell’esplosione del turismo di massa a cavallo degli anni Sessanta e Settanta**, quando i locali scoprirono il Pozzo di San Patrizio dei villeggianti e decisero di costruire, costruire e costruire ancora. **Senza criterio e rispetto per il territorio e la storia**. Il miraggio dei soldi facili era troppo forte per un’isola povera da sempre e persino remota, nonostante fosse a un’ora di traghetto da Napoli. Non dimentichiamo che dopo la Seconda guerra mondiale fu scelta come luogo di confino della famiglia Mussolini e che il figlio del dittatore, Romano, animò le serate del nascente turismo a Forio d’Ischia con le sue serate jazz nei primi locali dell’isola. **Per decenni nessun amministratore dei sei Comuni dell’isola** (altra assurdità)** ha realmente aggredito il problema**, perfettamente consapevole che una lotta all’abusivismo l’avrebbe condannato a sconfitta certa: ecco quella saldatura di cui scrivevamo, c**on 26mila richieste di condono e appena 600 ordini di demolizione**. Responsabilità della politica nazionale nei condoni che in Italia sono sempre ‘penultimi’, ma anche di una comunità locale che non è riuscita ad autoregolamentarsi. **In definitiva, non l’ha mai voluto**. È difficile leggerlo in queste ore, ce ne rendiamo conto.** È altrettanto difficile** – credeteci –** scriverlo**, **in modo particolare per chi su quell’isola ci è letteralmente cresciuto**. Proprio per questo sappiamo cosa sia accaduto e quale mix tossico di interessi locali, debolezze nazionali e pavidità amministrative abbia contribuito al disastro.

di *Fulvio Giuliani *
