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title: Julia Ituma, il silenzio e la riflessione
description: Una riflessione sulla tragedia di Julia Ituma e su quanto, a volte, possa essere feroce lo sport e la vita stessa
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date: 2023-04-19
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/julia-ituma-il-silenzio-e-la-riflessione/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza, sport]
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# Julia Ituma, il silenzio e la riflessione

![Julia Ituma funerali](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-22.jpg)

Una riflessione sulla tragedia di Julia Ituma e su quanto, a volte, possa essere feroce lo sport e la vita stessa

**Il ricordo di Julia Ituma deve essere accompagnato dal rispetto e dal silenzio**. Questa non è una riflessione sulla sua tragedia, sul mistero destinato a restare insondabile di una scelta estrema. C’è solo tanto affetto.

È un modesto, ma sentito pensiero su alcune parole che hanno accompagnato anche con dolcezza **l’ultimo saluto a questa ragazza appena all’inizio del suo viaggio**. A chi - con sincera partecipazione - ha richiamato il pericolo di un eccesso di agonismo e senso competitivo che potrebbero averle consumato la voglia di vivere.

Ripetiamo, non parliamo di Julia, ma **lo sport professionistico è competizione al massimo livello, spesso psicologicamente feroce**. Si pensi all’ansia che può divorare un calciatore alla vigilia di una grande partita, a uno sprinter sulla linea di partenza dei 100 alle Olimpiadi, a quello sport magnifico, ma psicologicamente devastante che è il tennis.

L’agonismo si nutre del senso di competizione, del desiderio legittimo non solo di vincere, ma di sopraffare l’avversario. Non di rado dominandolo psicologicamente. Lo sport ai massimi livelli è anche questo e non facciamo finta che possa essere altro. Le stesse passioni irrefrenabili che sa scatenare nel pubblico, nei tifosi e negli appassionati ne sono una prova incontrovertibile.

**Tutt’altro è, invece, la capacità di educare i più giovani ai valori dello sport** e delle strutture professionistiche di gestire l’insieme di queste pressioni. Nel primo caso, assistiamo regolarmente a troppi genitori e allenatori di talenti o presunti tali - dalla più tenera età - incapaci di comprendere il senso del limite e della loro reale missione. Nel 99,9% periodico dei ragazzini che cominciano a prendere a calci un pallone, impugnano una racchetta o imparano a schiacciare NON c’è futuro campione. Gli Alcaraz e i Sinner sono casi unici. Non rari. **Quanto alle società professionistiche, devono essere in grado di accompagnare gli atleti nella vera e propria impresa che è la gestione delle pressioni**. Ancor più, solo strutture altamente preparate e formate saranno in grado di individuare segnali di disagio e problemi che vadano ben oltre la pura questione agonistica.

Se non sapremo fare tutto questo, avremo mancato ai precisi doveri di genitori e professionisti dello sport.

*di Fulvio Giuliani*
