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L’abbraccio del carabiniere eroe è a tutti noi

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A volte abbiamo proprio bisogno di entrare in contatto con una bella persona (meravigliosa in questo caso) e una bella storia. È il caso del carabiniere che lunedì, in provincia di Bergamo, ha salvato una donna da un tentativo di suicidio

Carabiniere

L’abbraccio del carabiniere eroe è a tutti noi

A volte abbiamo proprio bisogno di entrare in contatto con una bella persona (meravigliosa in questo caso) e una bella storia. È il caso del carabiniere che lunedì, in provincia di Bergamo, ha salvato una donna da un tentativo di suicidio

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L’abbraccio del carabiniere eroe è a tutti noi

A volte abbiamo proprio bisogno di entrare in contatto con una bella persona (meravigliosa in questo caso) e una bella storia. È il caso del carabiniere che lunedì, in provincia di Bergamo, ha salvato una donna da un tentativo di suicidio

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A volte abbiamo proprio bisogno di entrare in contatto con una bella persona (meravigliosa in questo caso) e una bella storia.

Spesso non ce ne rendiamo neppure conto, fino a quando non ci capita la circostanza fortunata.

È il caso del carabiniere che lunedì, in provincia di Bergamo, ha salvato una donna da un tentativo di suicidio.

La cronaca in quanto tale non è molto diversa da tanti altri episodi di straordinaria dedizione e coraggio che vedono protagonisti donne e uomini delle forze dell’ordine o delle forze armate. Intervenire in circostanze pericolose o drammatiche e ben al di là del proprio dovere.

Nel caso di Bergamo, però, c’è anche una fotografia – quella che vedete – di incredibile potenza.

I protagonisti sono due: una donna di 36 anni da salvare e il carabiniere intervenuto appena resosi conto di ciò che sta accadendo.

Il militare si chiama Lorenzo Fascì, ha 28 anni ed è originario di Reggio Calabria. Nell’Arma dal 2017 e in servizio dal 2018 alla stazione di Albino in Valle Seriana (Bergamo).

Lunedì era con i familiari in auto, fuori servizio. Ha visto quella donna quasi sospesa nel vuoto, ha capito ed è sceso precipitosamente dalla macchina. Non bastava cercare di parlarle, ormai la 36enne era a pochi centimetri da un balzo mortale: Lorenzo ha scavalcato le ringhiere e le ha fatto scudo, aggrappandosi con tutte le sue forze alle recinzioni e trascinandola lentamente in salvo.

Rischiando la vita, mettendola letteralmente in gioco per salvare quella di una perfetta sconosciuta.

Chiamatelo senso del dovere, chiamatelo eroismo (in un caso come questo crediamo ci siano tutti gli estremi per farlo, come sottolineato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni), ma sopra ogni altra cosa guardate la forza e l’umanità estrema di quel gesto: salvare una vita. A ogni costo.

Non più tardi di 24 ore fa scrivevamo di un mondo che si è tragicamente abituato a girare la faccia dall’altra parte, anche davanti alle tragedie più insopportabili come quella di due bambini di due anni morti di sete in mare.

Nessuno è chiamato a fare l’eroe e quel carabiniere non ha voluto impartire alcuna lezione, siamo noi che sentiamo di dover imparare da lui.

di Fulvio Giuliani

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