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La bidella pendolare: dal sospetto forse all’arresto

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Giuseppina Giugliano, la “bidella Giusy”, come fu ribattezzata sui social, ai domiciliari per stalking contro la preside Eugenia Carfora di Caivano (ispiratrice della fiction Rai “La Preside”)

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La bidella pendolare: dal sospetto forse all’arresto

Giuseppina Giugliano, la “bidella Giusy”, come fu ribattezzata sui social, ai domiciliari per stalking contro la preside Eugenia Carfora di Caivano (ispiratrice della fiction Rai “La Preside”)

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La bidella pendolare: dal sospetto forse all’arresto

Giuseppina Giugliano, la “bidella Giusy”, come fu ribattezzata sui social, ai domiciliari per stalking contro la preside Eugenia Carfora di Caivano (ispiratrice della fiction Rai “La Preside”)

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Dalla ribalta dei talk show al carcere e ora agli arresti domiciliari. E’ una storia da film, con una sceneggiatura grottesca quella che riguarda Giuseppina Giugliano, la “bidella Giusy”, come fu ribattezzata sui social: sosteneva di percorrere ogni giorno il tragitto fra Napoli e Milano e ritorno per dormire a casa dei genitori e poi tornare l’indomani nel capoluogo lombardo per prendere servizio al liceo “Boccioni”.

Tutto questo per il costo elevato della vita a Milano, incompatibile con il suo stipendio, poco meno di 1200 euro mensili. Titoloni, spiegoni, vicinanza ovviamente giustificata di migliaia di persone alle prese con lo stesso problema, vivere, anzi sopravvivere, pur avendo uno stipendio mensile, a causa dell’aumento del costo della vita, specialmente per i pendolari. Italia divisa per qualche giorno.

Poi si scoprì che nel racconto, appunto, c’erano dei vuoti di sceneggiatura e che la vicenda non era del tutto corrispondente al racconto della collaboratrice domestica, che ha poi ottenuto l’assegnazione provvisoria in una scuola di Caivano, tra Napoli e Caserta, esattamente nell’istituto scolastico diretto da Eugenia Carfora, preside dell’istituto “Morano” al Parco Verde, teatro di cronaca nera, dalla camorra allo spaccio, dalla pedofilia alle violenze sessuali. La preside è da anni impegnata sul territorio contro la dispersione scolastica e la sua storia è oggi al centro della fiction “La Preside”, con Luisa Ranieri, in onda su Rai 1.


Come ha ricostruito Fanpage, c’è stato ad un certo punto l’incastro tra la bidella e la preside, che le ha contestato un’assenza dal lavoro di più giorni, non giustificata. C’è stata la sanzione, “Giusy” è stata licenziata, si è difesa spiegando di aver richiesto certificato medico mai arrivato, anche se – è quanto lei ha sostenuto – ne aveva fatto richiesta. La giustizia le ha dato torto, in primo grado il licenziamento è stato confermato, attendendo il giudizio della Corte d’Appello.


C’è poi il secondo tempo – drammatico – della vicenda, che ha condotto la bidella in carcere per due mesi e ora agli arresti domiciliari con l’accusa di stalking. La collaboratrice domestica infatti ha iniziato a scrivere messaggi via mail e via social network alla preside e all’istituto scolastico. E’ arrivata la denuncia per stalking, con relativa ordinanza restrittiva per la bidella, che prevedeva il divieto di avvicinamento e il divieto di comunicare per mezzo telematico o per messaggi. Un’ordinanza che “Giusy” non ha seguito, che ha violato, mandando altri messaggi alla preside, che ha documentato tutto, aggravando la denuncia a suo carico, alla procura di Napoli nord. Il pm ha deciso per l’arresto, quindi il carcere, ora i domiciliari. In attesa del processo, previsto per fine gennaio.

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