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title: La scuola, il Ramadan, le polemiche inutili e la realtà negata
description: La vicenda della scuola di Pioltello chiusa per Ramadan ci porta ad alcune riflessioni cruciali che non possono esser ignorate
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date: 2024-03-21
modified: 2024-03-22
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/la-scuola-il-ramadan-le-polemiche-inutili-e-la-realta-negata/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, politica, scuola]
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# La scuola, il Ramadan, le polemiche inutili e la realtà negata

![scuola ramadan](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-995-1024x639.jpg)

La vicenda della scuola di Pioltello chiusa per Ramadan ci porta ad alcune riflessioni cruciali

**Abbiamo dedicato alla vicenda della scuola di Pioltello, nel milanese, un editoriale su La Ragione dell’altro ieri.** Un commento pensato nel tentativo di dribblare le polemiche più facili e, ci sia consentito aggiungere, più idiote appena si parla in questo Paese di Islam e immigrati di fede musulmana. 

**Innanzitutto abbiamo voluto riconoscere la serietà del consiglio d’istituto e del dirigente scolastico nel non cercare una soluzione ‘all’italiana’**, dichiarando apertamente la chiusura del 10 aprile per la fine del Ramadan. **Nessuna finzione** , perché la scuola sarebbe stata comunque desertificata dai bimbi musulmani tenuti a casa dei genitori. 
**Poi siamo passati a sottolineare un aspetto che consideriamo cruciale, sempre che si voglia parlare seriamente di questi temi: non possiamo andare avanti con differenze così evidenti fra scuole con una presenza equilibrata di bambini immigrati e autoctoni e altre - come nel caso di Pioltello - in cui si arriva quasi alla metà di figli di immigrati. **

Il che non può andar bene per una serie di motivi intuibili e che ieri sono stati richiamati dallo stesso ministro **dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara**. In sintesi, è inevitabile rallentare l’apprendimento di tutti proprio per il voler e dover garantire la sacrosanta attenzione ai piccoli penalizzati dalla lingua o appena arrivati da noi. 
**Anche perché queste classi non godono certo di un trattamento diverso rispetto a qualsiasi altra**, le scuole non sono attrezzate per un necessario sostegno a maestri chiamati a fare letteralmente i salti mortali per procedere a un insegnamento equilibrato.

Tacendo un altro aspetto su cui almeno vale la pena ragionare: **abbiamo interesse a integrare quanto più possibile bimbi che sono futuri italiani, non creare delle Little Marocco, Tunisia, Siria o Afghanistan.** Un conto è il rispetto di tradizioni bellissime da conoscere, altro restare chiusi in se stessi senza far vivere i piccoli con i compagni.

**Appena lo si fa notare, però, si viene tacciati di insensibilità, se non direttamente di razzismo più o meno velato.** Molto più “chic”, invece, non iscrivere i propri figli in quelle scuole “di frontiera”. Lo fanno migliaia di genitori italianissimi, in fuga dagli istituti in cui temono danni alla formazione dei propri pargoli. Manco a dirlo,** la fuga è un’opzione solo per chi ha maggiori disponibilità economiche, tanto per aggiungere ingiustizia a ingiustizia.** 
Se preferite, così si somma al becerismo in difesa “dell’italianità” il progressismo peloso di chi i problemi fa finta di non vederli.

di* Fulvio Giuliani *
