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title: La trappola degli algoritmi, dall’agguato di Bergamo ai tribunali Usa
description: "Il \"potere\" degli algoritmi: dal 13enne che accoltella la prof a Bergamo alla decisione del tribunale Usa di condannare Meta e Google"
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date: 2026-03-27
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/la-trappola-degli-algoritmi-dall-agguato-di-bergamo-ai-tribunali-usa/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, social]
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# La trappola degli algoritmi, dall’agguato di Bergamo ai tribunali Usa

![Algoritmi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/03/Algoritmi-1024x639.jpg)

Il "potere" degli algoritmi: dal 13enne che accoltella la prof in provincia di Bergamo in diretta su Telegram alla decisione del tribunale Usa di condannare Meta e Google

**L’**[allucinante caso di cronaca](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/bergamo-insegnante-accoltellata-da-uno-studente-e-gravissima/) **in provincia di** [Bergamo](https://www.comune.bergamo.it/) **lascia sul terreno una serie di domande a cui non possiamo sottrarci**. I simbolismi cercati o inconsciamente subiti, la meccanica stessa dell’accoltellamento, il desiderio di renderlo in qualche misura un evento pubblico. Obiettivo raggiunto, grazie a tutti i media che hanno trasmesso il video dell’agguato (noi no, conta zero, per coerenza).

L’azione violenta, la stessa dinamica, l’evidente premeditazione e la ricerca di “consenso” o almeno pubblicità **con quello smartphone al collo**, tutto rimanda alle gigantesche e incontrollabili influenze della realtà digitale e in special modo social.

## Gli algoritmi: il segreto più gelosamente custodito dai colossi tech

**Gli algoritmi sono per definizione il segreto più gelosamente custodito dai colossi tech, ma il meccanismo di base è ben noto**: sono pensati e strutturati in modo tale da agganciare il nostro interesse e indirizzarlo in aree di comfort sempre più riconoscibili. Una serie di cerchi concentrici in cui l’utente-navigatore finisce per essere incanalato, trovando via via più soddisfazione ai propri gusti, idee, passioni e ideologie.

Come in una versione soft di Matrix, **ciascuno di noi viene nutrito giorno dopo giorno**: basta ricostruire a memoria gli argomenti che i social ci mostrano con maggiore frequenza.

**Su una mente e un carattere ancora in formazione** i rischi che tutto questo porti a devianze o vere e proprie esplosioni di furia incontrollata - come nel caso di Bergamo - sono troppo evidenti per essere negati.

## Che fare?

**Che fare**? Nelle stesse ore in cui l’Italia osservava sbigottita il ferimento della povera professoressa cinquantasettenne, [negli Usa Meta e Google venivano riconosciuti “responsabili” in tribunale dell’influenza generata attraverso i propri algoritmi](https://laragione.eu/life/tech/usa-condannati-meta-e-google-creano-dipendenza-da-social/). Una vera pietra miliare, nel Paese che con l’amministrazione Trump ha fatto dell’idea distorta del Free Speech un vanto e un programma politico. E ce l’è venuto a sbattere in faccia un anno fa.

## Fra algoritmi e divieti social ai minori

Se si riconosce a livello giudiziario, dunque, la concretezza del rischio, andrebbe da sé che il medesimo vada sanzionato in caso di mancata incapacità dolosa, da parte di chi programma e attiva gli algoritmi, di porre controlli e limiti. Così, si approda quasi inevitabilmente ai **divieti ai minori** di 15 o 16 anni come in Australia e Francia.

**Basterà**? Ottimistico crederlo, considerato che il mondo digitale non è certo la Tv degli anni Settanta o Ottanta, quando si costruivano palinsesti ad hoc per i bambini, potendo non solo controllare il mezzo ma conoscendolo fin nei dettagli.

Su un aspetto, però, tutti potremmo fare molto e da subito: **smetterla di credere che solo con i toni volgari e violenti si possa essere ascoltati**. Gli effetti sono deleteri sugli adulti ma possono essere devastanti su bambini e ragazzi. Qui non c’è un algoritmo dietro cui nascondersi, siamo noi ad aver scelto la volgarità per celare la pochezza delle idee.

di *Fulvio Giuliani*
