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title: La violenza durante le manifestazioni per Ramy Elgaml e la tragedia strumentalizzata
description: Per raccontare quanto avvenuto nel sabato delle manifestazioni per la morte di Ramy basta dire che a Milano di scontri non ce ne sono stati
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date: 2025-01-12
modified: 2025-01-13
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/la-violenza-durante-le-manifestazioni-per-ramy-elgaml-e-la-tragedia-strumentalizzata/
categories: [Cronaca]
tags: [Italia, proteste]
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# La violenza durante le manifestazioni per Ramy Elgaml e la tragedia strumentalizzata

![Manifestazioni per Ramy](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Manifestazioni-per-Ramy.jpg)

2024-12-11 14:20:47

2024-12-11 13:20:47

Cosa sia avvenuto la notte della morte a Milano di Ramy Elgaml lo accerteranno le indagini. Sta di fatto che va preso atto che la Procura sta lavorando a 360 gradi

Cosa sia avvenuto la notte della morte a Milano di Ramy Elgaml lo accerteranno le indagini. Sta di fatto che, al di là di quanto già scritto, va preso atto che la Procura sta lavorando a 360 gradi senza tralasciare nulla. Tanto che due carabinieri ora risultano indagati per favoreggiamento e depistaggio, perché l’ipotesi è che abbiano in qualche modo fatto cancellare un video di quella sera al “supertestimone”, la persona che col cellulare aveva registrato i momenti precedenti la morte del ragazzo. Sequestrato anche i cellulari di altri colleghi dei militari: si vuole appurare se qualcosa è stato nascosto, se in qualche modo ci sia stato l’impatto fra la gazzella e lo scooter su cui viaggiava Ramy. Ciò non toglie, naturalmente, che Ramy e l’amico che guidava - senza patente - avrebbero dovuto fermarsi all’alt. Ciò non toglie nulla di quanto già è stato scritto e detto su questa vicenda che per giorni ha trasformato la periferia di Milano in una polveriera.

Ma bene che si indaghi. Bene che non si abbia neanche il minimo dubbio che si sia fatto di tutto per accertare la verità. Che non rimanga, il minimo dubbio, sull’operato dei carabinieri. Bene per loro, e per tutti quelli che hanno usato questa vicenda per scagliarsi ancora una volta contro le forze dell’ordine. 

di Annalisa Grandi

Su quanto successo a Ramy è bene che si indaghi

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2024-12-12 07:58:18

2024-12-12 06:58:18

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2024-11-28 10:12:32

2024-11-28 09:12:32

I deboli pagano il falso pietismo venendo diffamati, mentre il lassismo favorisce chi disprezza la legalità e predilige la paura. La sana repressione è una via che preserva la civiltà

Soffiare sul fuoco non conviene a nessuno, salvo che a incendiari e sfruttatori dei roghi. Che campano di barricate. Quel che accade nel quartiere milanese del Corvetto non è un fatto isolato. E le conseguenze possono essere gravi, i problemi possono ingigantirsi se all’agitazione si risponde agitandosi. Serve la ragionevole fermezza di chi intende arginare ed evitare di fomentare. È capitato purtroppo che servitori dello Stato, vestendo una divisa, abbiano abusato del loro potere e usato in modo criminale la forza, fino a produrre la morte di chi avevano il dovere di mettere in sicurezza, non di punire per loro conto. Di questi casi non ci si limita a dare conto, ma li si ricorda sempre. Perché di quelle divise ci si deve potere fidare, senza che sfidino i cittadini. Al Corvetto non è successo nulla di ciò: all’ordine di fermarsi, impartito da una divisa, si ha l’obbligo di fermarsi, non c’è il diritto di scappare e c’è il dovere di inseguire. Si tratta sempre di presunti innocenti, ma la fuga è di suo un segnale che è meglio controllare. Che sia un potenziale assassino, stupratore, spacciatore o ladro, non è consentito lasciarlo andare per non prendersi la fatica (e il rischio) di provare a fermarlo. Purtroppo è capitato che un ragazzo in fuga sia incorso in un incidente che gli è costata la vita. Non può che destare rammarico, ma la responsabilità è sua che scappava, non di chi lo inseguiva.

Dopo questo lutto un gruppo di altri giovani, probabilmente suoi conoscenti, hanno spostato i cassonetti della spazzatura al centro di qualche strada e gli hanno dato fuoco, mimando una rivolta. Che siano figli di italiani o di immigrati è questione che può interessare la sociologia, non l’ordine pubblico. Cercare di capire e di dialogare è sempre un bene, ma quel tipo di azioni devono essere represse, devono finire davanti a un giudice, proprio perché la rivolta è stata solo mimata e ben prima che diventi realtà. La repressione serve anche ai diretti protagonisti, perché li aiuterà a non gettare una vita e il loro futuro nel nulla della violenza, senza altra prospettiva che la perdizione. Non si tratta soltanto di quel quartiere né di stabilire se quelle zone siano o meno periferia. Quale che sia l’ampiezza dell’apertura di un compasso puntato sul centro e diretto verso il punto della rivolta o del disagio, dalle due parti vige la medesima legge e deve essere assicurato lo stesso ordine. Patteggiare la perdita di sovranità può sembrare conveniente per evitare gli scontri minori, ma finisce con il rendere invivibili quelle aree, con l’esporre i cittadini ai pericoli e con il far pagare ai giovani immigrati il pregiudizio negativo verso qualche loro coetaneo delinquente. Abbiamo già troppe aree in queste condizioni. E sono dei pessimi affari.

A quanti già hanno i lucciconi pronti nel sentir parlare di repressione, vorrei ricordare i devastanti effetti del lassismo, a carico dei più deboli. Chi ha comprato una casa in quel posto, orgoglioso dei sacrifici che gli è costata, se la vede precipitata in un buco nero di caos, che poi significa di ordine pubblico ispirato alla forza e non alla legalità. I suoi sacrifici perdono valore e un altro debole viene fregato dalla presunta compassione verso i deboli. I tanti immigrati che lavorano onestamente, facendo i sacrifici che fecero i nostri genitori per farci studiare e assicurarci una vita migliore, si vedono precipitati in una condizione in cui quei ragazzi sono già a sospetto d’essere violenti barricadieri per il solo fatto di esistere. Vedranno i propri figli a rischio di attrazione delinquenziale, anziché spinti a puntare sul successo professionale. Così una bella barcata di deboli pagano il falso pietismo che li relega a essere non solo ultimi, ma anche diffamati. Dall’altra parte delle barricate il lassismo favorirà quelli che disprezzano la legalità e prediligono coltivare la paura, la contrapposizione e la reazione. Per questo la sana repressione è una via che preserva la civiltà. Di Davide Giacalone

Caso Ramy Elgaml, uno sguardo oltre le barricate

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2024-11-28 18:25:41

2024-11-28 17:25:41

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2024-11-26 12:04:20

2024-11-26 11:04:20

Notte di scontri e tensioni al Corvetto, quartiere periferico di Milano, al centro delle proteste per la morte di Ramy Elgaml

Notte di scontri e tensioni al Corvetto, quartiere periferico di Milano, al centro delle proteste per la morte di Ramy Elgaml. Un centinaio di giovani facinorosi si sono scontrati con la polizia, lanciando petardi, fumogeni e bottiglie e vandalizzando un autobus della linea 93.

Già dal pomeriggio di ieri una settantina di persone si sono riunite nel quartiere periferico, tra via dei Cinquecento e via dei Panigarola, esponendo striscioni in memoria del 19enne egiziano morto la scorsa domenica durante un inseguimento con i carabinieri. Verso le 10 di sera il presidio si è spostato su via Omero, dove sono iniziati i disordini. Un autobus che stava transitando è stato bloccato in mezzo alla strada e, mentre i passeggeri si davano alla fuga, sfasciato e vandalizzato, così come la vicina pensilina. 

I reparti della celere sono intervenuti per disperdere i giovani con cariche di alleggerimento e lancio di lacrimogeni, venendo bersagliati da petardi e bottiglie. Negli scontri è stato arrestato un ragazzo montenegrino di 23 anni per resistenza a pubblico ufficiale e lancio di oggetti pericolosi. Il tutto si è concluso verso la mezzanotte.

di Ruggero Fontana

Milano, notte di fuoco al Corvetto dopo morte 19enne inseguito da carabinieri - IL VIDEO

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2024-11-26 16:17:16

2024-11-26 15:17:16

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