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title: L’arroganza togata che sfregia la Costituzione
description: "Il caso Catello Maresca: magistrato in servizio e consigliere comunale. Dire di non essere stato il solo non è una giustificazione."
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date: 2021-12-11
author: Gaia Cenol
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/larroganza-togata-che-sfregia-la-costituzione/
categories: [Cronaca]
tags: [giustizia, Italia]
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# L’arroganza togata che sfregia la Costituzione

![L’arroganza togata che sfregia la Costituzione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Catello-Maresca.png)

Il caso Catello Maresca: magistrato in servizio e consigliere comunale. Dire di non essere stato il solo ad aver compiuto certe azioni non significa che ha ragione, dimostra solo che la schifezza è abbastanza diffusa.

**Catello Maresca ha ragione da vendere**. Noi non abbiamo voglia di comprare scuse. **Quel che dice il magistrato Maresca è incontrovertibilmente vero**: non è il solo ad avere vestito la toga, fatto il candidato nello stesso posto dove esercitava la funzione di inquirente, perso le elezioni a sindaco e comunque essere divenuto consigliere comunale, salvo volere restare magistrato e chiedere di andare a giudicare gli altri. Vicino, però, altrimenti tocca fare troppa strada per assecondare l’una e l’altra vocazione.

**Verissimo: non è il solo**. Ma questo mica dimostra che ha ragione, dimostra solo che **la schifezza è abbastanza diffusa**. Dimostra che la responsabilità di questo comportamento inqualificabile, in dispregio del valore della giustizia e della toga è, al tempo stesso, individuale, diffuso, corporativo, tollerato e **avallato dal Consiglio superiore della magistratura**. Tutte cose che, a volere avere rispetto della **giustizia**, sono una l’aggravante dell’altra.

Supporre di non essere il primo e sperare di non essere l’ultimo non è un furbesco modo per allontanare da sé le critiche, semmai conferma che non ha la minima idea, la minima sensibilità – né da politico né da giurista – per capire di cosa stiamo parlando. E stiamo parlando, fra le altre piacevolezze, di **uno sfregio alla Costituzione**. Prego leggere il terzo comma dell’articolo 98: «Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero».

Contestualizziamo, visto che l’ultimo esame ha dimostrato esserci [non pochi analfabeti, fra quanti aspirano a fare il magistrato](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/analfabeti/): a quel tempo iscriversi a un partito era un diritto democratico costato sangue, conquistato anche con la sconfitta nella guerra mondiale, roba preziosissima; a quel tempo dire “**partito**” e dire “**politica**” era la stessa cosa, sicché nessuno tiri fuori la gnagnera dell’indipendenza o delle liste civiche; eppure si sapeva e scriveva che non vale per tutti e non vale per chi svolge funzioni che comportano l’uso della forza, della coercizione o della rappresentanza in nome collettivo. Giusto, saggio, sano.

**E questo non lo capisce non chi è politicizzato**, bensì chi non ha i rudimenti morali e culturali per discernere i confini e i rilievi del ruolo che crede di avere il diritto di svolgere. **Roba gravissima**. Ed è gravissimo che il corpo della magistratura non si sollevi a cacciare non l’uno o l’altro, ma tutti quelli che così ne monumentalizzano il discredito.

 

di *Gaia Cenol*
