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title: Le responsabilità non sono virtuali
description: "La tragedia di Casal Palocco riporta al centro del dibattito il tema dell'utilizzo social e di eventuali limitazioni per fasce d'età"
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date: 2023-06-17
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/le-responsabilita-non-sono-virtuali/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza, social media]
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# Le responsabilità non sono virtuali

![Le responsabilità non sono virtuali](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/06/Evidenza-sito-2-5.jpg)

La tragedia di Casal Palocco riporta al centro del dibattito il tema dell'utilizzo social e di eventuali limitazioni per fasce d'età

**Limitare l’accesso ai *social*, garantire un maggior controllo**. La tragedia di Casal Palocco – la folle sfida degli *youtuber* costata la vita a un bimbo di cinque anni – riporta al centro del dibattito il tema dell’utilizzo delle piattaforme che si sono moltiplicate negli ultimi anni. E su cui le normative sono ancora parecchio confuse. **Ora arriva la proposta di vietarne l’accesso agli *under* 13 e pure agli *under* 15 se non c’è consenso dei genitori**.

Il tema s’innesta su dibattito al diritto all’anonimato che nel mondo *social* si trasforma di fatto nel proliferare di *account* con nomi falsi e via discorrendo. **In realtà basterebbe introdurre l’obbligo di registrare un documento**, come peraltro già accade quando ci si ritrova con il proprio *account* Facebook bloccato. Certo, le scappatoie esistono sempre ma non si può continuare a consentire che il mondo *social* rimanga una realtà senza leggi: vanno responsabilizzati gli stessi genitori di questi ragazzini e protetti i più piccoli dai contenuti inopportuni che su alcune piattaforme continuano purtroppo a proliferare.

**I *social* non vanno demonizzati**, se non altro perché proprio per la loro enorme diffusione avrebbero in teoria un grande potenziale. È vero che i protagonisti di questo ultimo terribile fatto di cronaca sono maggiorenni, ma c’è da scommettere che fra i loro 600mila *follower* molti non lo siano. Perché certe ‘imprese’ e follie attecchiscono soprattutto presso il pubblico più giovane, generando un pericoloso rischio di emulazione. C’è poi parecchio da riflettere su come i**l fatto di poter guadagnare con quei contenuti si trasformi in un pericoloso e irresistibile canto delle sirene**. Con i loro video i “The BorderLine” guadagnavano 200mila euro l’anno. Sufficienti per noleggiare un Suv Lamborghini da 1.500 euro al giorno per la loro ultima folle impresa, sentirsi delle *star* e prendere in giro chi una macchina come quella non se la può permettere: una famiglia che tornava a casa proprio mentre loro sfrecciavano a 110 chilometri orari su una strada dove il limite è fissato a 30.

**Nulla ha valore e senso se tutto si misura con un pugno di *like***. Se c’è un genitore che riesce a dire: «È stata una bravata, si aggiusterà tutto». No, non è stata una bravata. E al di là delle indagini in corso, non si aggiusterà nulla perché Manuel è morto a 5 anni. **Sarebbe il momento di riflettere davvero**, non soltanto sui ragazzi ma soprattutto sugli adulti che a quei giovani dovrebbero insegnare qualcosa.

*di Annalisa Grandi*
