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title: Leone (il gatto torturato), i social e la violenza sugli animali
description: "Leone, il gatto morto dopo essere stato scuoiato vivo è l'ultima vittima di episodi che hanno visto animali maltrattati. E i video pubblicati"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Leone-gatto.jpg
date: 2023-12-15
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/leone-il-gatto-torturato-i-social-e-la-violenza-sugli-animali/
categories: [Cronaca]
tags: [animali, Evidenza]
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# Leone (il gatto torturato), i social e la violenza sugli animali

![Leone gatto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Leone-gatto.jpg)

Leone, il gatto che ad Angri è morto dopo essere stato scuoiato vivo è l'ultima vittima di episodi che hanno visto animali maltrattati. E i video spesso pubblicati sui social

**L’ultimo agghiacciante episodio**, se possibile ancora più **sconvolgente** dei precedenti, **è quello del** [gattino scuoiato vivo ad Angri](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/e-morto-leone-il-gatto-scuoiato-vivo-ad-angri/). Morto nonostante i disperati tentativi di salvarlo. **Una storia che ha fatto indignare**, **il sindaco di Angri** (34mila abitanti in provincia di Salerno) **ha chiesto a chiunque sappia qualcosa di farsi avanti**. Ha invocato una pena esemplare, ma già sarebbe una gran cosa se per una volta i responsabili di questo scempio venissero individuati. Doveroso, oltretutto, come previsto dalla legge.

**Perché la realtà**, **oltre la terribile storia del piccolo** [Leone](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/lo-sguardo-del-piccolo-leone/), **è che** [episodi di questo genere](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/cigno-preso-a-sassate-per-un-video-su-tiktok/) **negli ultimi mesi si sono moltiplicati**. **E nella maggior parte dei casi sono pure stati** [filmati](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/uccidono-a-calci-una-capretta/). Per una sorta di **esibizionismo malato**. Per l’ennesimo effetto distorto di **quella percezione di impunità che si ritrova soltanto sui *social***. C’è da riflettere sul tipo di società in cui **atrocità sugli animali diventano storie quasi quotidiane**. Come se gli indifesi fossero diventati il bersaglio di chi ha problematiche serie e che seriamente andrebbero curate. Esiste peraltro **una teoria criminologica** per cui chi compie atti del genere sugli animali lo fa in una sorta di ‘percorso di crescita’ criminale. Cioè non si fermerà lì. Potrebbe arrivare a compiere atti gravi anche nei confronti degli esseri umani. E d’altronde, quando non si percepisce la crudeltà di ciò che si sta compiendo, è chiaro che non si ha a che fare con meccanismi che possano in qualche modo essere ricondotti a una qualche ‘normalità’.

**Anche se esistono luoghi in cui ancora non si ha rispetto degli animali**, **differente è compiere atti come quello che è stato compiuto ad Angri**. Diverso è voler causare sofferenza per il puro gusto di farlo. Probabilmente per il piacere di sentirsi in qualche modo onnipotenti. Quando è plausibile che la realtà in cui vivono queste persone rimandi loro tutt’altro che un senso di potenza. Rabbia repressa, frustrazione, chissà che altro. Sta di fatto che **i *social* in tutto questo hanno un ruolo e pure una responsabilità**. Quella di fare da **cassa di risonanza** di queste follie. E di far sentire queste persone in qualche modo **impunite**. **È un annoso problema che puntualmente si ripropone**, anche perché onestamente finora non si è concretamente agito per arginare questa deriva. **Virtuale e reale in questi casi sono drammaticamente collegati**, eppure la piazza virtuale e la condanna reale vanno raramente di pari passo.

**Dovremmo preoccuparci tutti di episodi come quello di Angri**. **Dovremmo preoccuparci di persone capaci di tali gesti**. Non era ‘soltanto’ un gatto. **Era un essere vivente**. Torturato soltanto perché percepito come più debole. Dovremmo preoccuparci perché quelle stesse persone si sentono in diritto di disporre di un altro essere per puro sadismo. E il passo dall’animale all’umano non è poi così lungo.

di *Annalisa Grandi*

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