AUTORE: Gaia Bottoni
Morire per strada, nel pieno centro di Parigi, dopo nove ore di agonia senza essere soccorso. Racconta tanto dell’indifferenza che è diventata tristemente parte della nostra realtà, quello che è successo al fotografo René Robert, 85 anni. Si è sentito male dopo essere uscito di casa, si è accasciato a terra e per ore nessuno si è preoccupato di lui. Lo hanno lasciato lì, e chissà in quanti gli sono passati accanto voltandosi dall’altra parte. I soccorsi li ha chiamati un clochard, ma ormai era troppo tardi. Nove ore al freddo, a gennaio, gli sono state fatali: è morto in ospedale. Una storia sconcertante eppure ‘normale’. Quante volte noi per primi ci siamo fermati a soccorrere una persona per strada? Spesso il “Non mi riguarda” prevale su quel minimo di senso di umanità che dovrebbe essere comune denominatore di tutti. Non è un caso che l’unico a prestare soccorso sia stato un senzatetto, perché è probabile che in quella persona accasciata a terra abbia rivisto sé stesso. Così come è probabile che gli ‘altri’, i passanti, si siano sentiti talmente distanti e diversi da non preoccuparsi minimamente di come stesse quell’uomo a terra. E invece lui era come noi, noi siamo come lui. Ciascuno potrebbe sentirsi male per strada. Ognuno di noi potrebbe ritrovarsi nella situazione di Robert. Per questo la sua storia deve far riflettere. Perché restituisce la sensazione che si sia perso completamente il senso di umanità. Che sia un clochard o un personaggio noto, nessuno merita di morire in quel modo.
di Gaia Bottoni
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- Tag: fotografia, società
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