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L’orrore, i dati insopportabili e la coscienza

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Si continua a indagare sulle cause del terrificante rogo in cui hanno perso la vita decine di persone, perlopiù ragazzi, e oltre cento sono rimasti ferite, molte delle quali in condizioni gravi o gravissime

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L’orrore, i dati insopportabili e la coscienza

Si continua a indagare sulle cause del terrificante rogo in cui hanno perso la vita decine di persone, perlopiù ragazzi, e oltre cento sono rimasti ferite, molte delle quali in condizioni gravi o gravissime

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L’orrore, i dati insopportabili e la coscienza

Si continua a indagare sulle cause del terrificante rogo in cui hanno perso la vita decine di persone, perlopiù ragazzi, e oltre cento sono rimasti ferite, molte delle quali in condizioni gravi o gravissime

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Quando ci siamo svegliati ieri, un po’ intontiti e più tardi del solito come tanti il primo giorno dell’anno, abbiamo impiegato un po’ a realizzare la portata delle notizie che cominciavano ad arrivare dalla Svizzera, da Crans Montana.

Mentre scriviamo si continua a indagare sulle cause del terrificante rogo in cui hanno perso la vita decine di persone, perlopiù ragazzi, e oltre cento sono rimasti ferite, molte delle quali in condizioni gravi o gravissime. Numerosi dispersi e feriti sono italiani, come sappiamo da ieri pomeriggio.

Le fiamme e le successive deflagrazioni potrebbero essere state innescate da fuochi d’artificio fatti esplodere all’interno del locale o dai bengala che ormai d’abitudine si montano sulle bottiglie di champagne e che le cameriere avrebbero portato sulle spalle di colleghi. Con il tetto in legno, così, solo a pochi centimetri dalle fiamme.

Teatro del dramma un ritrovo molto noto della rinomata località sciistica di Crans Montana, perlopiù frequentato da giovani e giovanissimi, come in occasione del veglione di capodanno.
Il grosso della festa si teneva in un seminterrato che – a quello che sta emergendo – non avrebbe avuto alcuna uscita di sicurezza e un’unica scala come via di di accesso e di fuga. Diventata presto una trappola mortale.

Se così fosse, una follia totale.

Nel prendere contatto con la realtà, con un fatto in sè insopportabile e un bilancio semplicemente inaccettabile, ci si trova – come troppo spesso capita a chi fa questo lavoro – davanti a un dilemma atroce e senza soluzione: c’è la nuda cronaca, da aggiornare con le notizie certificate e quando si sa qualcosa di attendibile e utile per il pubblico. Davanti a una tragedia di queste dimensioni, a un dolore come questo, non ci si può limitare alla nuda cronaca.

O meglio, lo si può fare accettando di non avere capacità di dir nulla, scrivere nulla, aggiungere nulla che abbia un senso. Eppure, se vogliamo fare questo mestiere evitando l’insopportabile e patetico gioco del cinico reporter ormai rotto a ogni emozione, al dolore dobbiamo saper partecipare.

Non cambierà niente, figurarsi. Qualcuno sarà pure pronto a dire che si va a caccia di facili commenti o, peggio, like nei social.
Ma chi vi parla ha una figlia poco più grande di gran parte delle vittime di capodanno a Crans Montana e due bimbi ancora piccoli che presto andranno anche loro a veglioni, feste e nei locali.

Abbiamo il diritto-dovere di pretendere misure di sicurezza, di prevenzione ed emergenza adeguate. Personale formato e consapevole. Nulla di meno.

Ci si sente inadeguati davanti alla tragedia, ma bisogna sentirsi vicini, quanto più vicini a genitori che non potranno mai superare qualcosa di umanamente inaccettabile. Nel mentre, noi dobbiamo sapere e capire, fin nei dettagli.

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