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Mario Occhiuto

Mario Occhiuto, il dolore di un padre

È commovente il post, una sorta di lettera aperta, del senatore Mario Occhiuto per ricordare il figlio Francesco – 30 anni – morto dopo essere precipitato dall’appartamento in cui viveva all’ottavo piano di un palazzo di Cosenza

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Mario Occhiuto, il dolore di un padre

È commovente il post, una sorta di lettera aperta, del senatore Mario Occhiuto per ricordare il figlio Francesco – 30 anni – morto dopo essere precipitato dall’appartamento in cui viveva all’ottavo piano di un palazzo di Cosenza

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Mario Occhiuto, il dolore di un padre

È commovente il post, una sorta di lettera aperta, del senatore Mario Occhiuto per ricordare il figlio Francesco – 30 anni – morto dopo essere precipitato dall’appartamento in cui viveva all’ottavo piano di un palazzo di Cosenza

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È commovente il post, una sorta di lettera aperta, del senatore Mario Occhiuto per ricordare il figlio Francesco – 30 anni – morto dopo essere precipitato dall’appartamento in cui viveva all’ottavo piano di un palazzo di Cosenza

Il dolore di un padre. Il dolore di un padre che nulla ha potuto, nonostante i suoi sforzi, per salvare suo figlio da quel dolore interiore che l’ha divorato. È commovente il post, una sorta di lettera aperta, del senatore Mario Occhiuto, per ricordare il figlio Francesco, 30 anni, morto dopo essere precipitato dall’appartamento in cui viveva all’ottavo piano di un palazzo di Cosenza.

Il racconto di un giovane uomo forse troppo sensibile, forse troppo fragile. “Non potete immaginare quanto fosse speciale – scrive il senatore ricordando il figlio –  Aveva un solo sogno, un solo progetto: aiutare chi stava male. Perché lui lo sapeva bene cosa significava. Combatteva in silenzio una battaglia interiore, contro quei pensieri distorsivi che lo assalivano. E in questo era bravissimo: riusciva a non far trapelare nulla all’esterno. Con me, però, ogni tanto si lasciava andare un po’ di più. Si confidava, e insieme abbiamo provato a trovare un modo per alleggerire quel peso. Con l’aiuto di qualche specialista abbiamo cercato di migliorare le cose, e per un po’ sembrava quasi che ci fossimo riusciti. Pensavo di poterlo proteggere, pensavo che ce l’avremmo fatta. E invece no”.

Il dolore di un padre che ha provato a proteggere suo figlio, come ogni padre. A proteggerlo innanzitutto da se stesso. Il dolore di un padre che alla fine ha dovuto arrendersi. E che ora dovrà sopravvivere al dolore più grande, quello di aver perso suo figlio.

di Annalisa Grandi

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