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Mediaset dopo il video di Corona: “Libertà di espressione non è libertà di diffamazione e gogna mediatica”

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“La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone”. Lo scrive Mediaset su Corona in una nota

Mediaset dopo il video di Corona: “Libertà di espressione non è libertà di diffamazione e gogna mediatica”

“La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone”. Lo scrive Mediaset su Corona in una nota

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Mediaset dopo il video di Corona: “Libertà di espressione non è libertà di diffamazione e gogna mediatica”

“La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone”. Lo scrive Mediaset su Corona in una nota

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“La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone”. Lo scrive Mediaset in una nota. 

Il comunicato arriva dopo il nuovo video pubblicato su YouTube da Fabrizio Corona e lo stop ai filmati di ‘Falsissimo’. Ieri il giudice del Tribunale civile di Milano Roberto Pertile ha accolto il ricorso d’urgenza del conduttore tv Alfonso Signorini, rappresentato dai difensori Domenico Aiello e Daniela Missaglia, e ha ordinato a Corona “di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video) precisati nel ricorso e comunque aventi a oggetto” Signorini. 

“Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social -si legge nella nota- non solo non ha nulla a che vedere con la verità, ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero. Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie. Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto”. 

“Mediaset -prosegue la nota- respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola”.

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