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title: "Rogoredo, pusher ucciso: fermato il poliziotto Cinturrino, è accusato di omicidio volontario. La Procura di Milano: &#8220;La pistola è stata messa dopo accanto alla vittima. C&#8217;è solo il dna dell&#8217;agente sull&#8217;arma&#8221;"
description: La Polizia, su richiesta della Procura di Milano, ha fermato il poliziotto Carmelo Cinturrino, ha ucciso il pusher a Rogoredo
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date: 2026-02-23
author: Margherita Medici
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/milano-pusher-ucciso-a-rogoredo-fermato-il-poliziotto-cinturrino-e-accusato-di-omicidio-volontario/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Italia, milano]
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# Rogoredo, pusher ucciso: fermato il poliziotto Cinturrino, è accusato di omicidio volontario. La Procura di Milano: &#8220;La pistola è stata messa dopo accanto alla vittima. C&#8217;è solo il dna dell&#8217;agente sull&#8217;arma&#8221;

![Rogoredo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/02/Rogoredo-2-1024x639.jpg)

2026-02-21 20:32:56

2026-02-21 19:32:56

Il condizionale mai come in questo caso è d’obbligo però quello che sta emergendo sulla vicenda dello spacciatore ucciso da un poliziotto a Rogoredo è senz’altro inquietante

Il condizionale mai come in questo caso è d’obbligo però quello che sta emergendo sulla vicenda dello spacciatore ucciso da un poliziotto a Rogoredo è senz’altro inquietante. Di certo, oltre all’assistente capo che ha sparato, ci sono altri quattro agenti indagati, con le ipotesi di reato di favoreggiamento e omissione di soccorso. Ci sono dei dubbi sulle loro versioni, dei dubbi persino su quella pistola che il poliziotto ha raccontato di essersi visto puntata contro, “Mi sono spaventato e ho sparato” aveva detto, ma ora su quella versione i dubbi si moltiplicano. C’è persino l’ipotesi che la pistola sia stata messa lì dopo, c’è di certo che il collega che era con Carmelo Cinturino, il poliziotto accusato di omicidio volontario, dopo la sparatoria è tornato in commissariato e ne è uscito con uno zaino. Ha raccontato di averlo fatto su ordine di Cinturino, di non sapere cosa ci fosse dentro, e l’ipotesi è che contenesse proprio la pistola a salve che il poliziotto ha raccontato avesse impugnato lo spacciatore marocchino.

C’è poi il fatto che Mansouri sia stato colpito alla tempia, non frontalmente, questo quindi smentirebbe la versione secondo la quale appunto aveva impugnato la pistola contro gli agenti, quando Cinturino ha sparato. Ancora, c’è chi descrive questo poliziotto, ribattezzato “Luca”, il più anziano della squadra operativa del commissariato di Mecenate, come uno che si muove in modo troppo disinvolto in un ambiente che conosce benissimo, si parla di alcuni arresti “forzati”, di altri “evitati”. E ancora di aggressioni e pestaggi ai pusher. Di colleghi che avrebbero chiuso un occhio su quel modo di procedere, perché in qualche modo “succubi”. E ci sono testimonianze che lascerebbero intendere che Cinturrino si facesse pagare il pizzo proprio da alcuni pusher che stazionano nel palazzo popolare di cui è custode la moglie del poliziotto. Voci, alcune circostanziate, su cui naturalmente andranno fatti accertamenti. Di certo questa è davvero una brutta brutta storia, comunque vada a finire l’inchiesta.

di Annalisa Grandi

Rogoredo, pusher ucciso e poliziotto sotto accusa: “crepe” nel racconto ufficiale

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2026-02-21 20:39:22

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2026-02-22 18:05:19

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Milano, un buco di 23 minuti prima di chiamare i soccorsi e quelle voci sul fatto che il poliziotto chiedesse “il pizzo” agli spacciatori

Un buco di 23 minuti prima di chiamare i soccorsi. E quelle voci, sul fatto che il poliziotto chiedesse “il pizzo” agli spacciatori per chiudere un occhio sui loro traffici. Sono due dei tanti elementi al vaglio di chi sta indagando sulla vicenda dalla morte di Abderrahim Mansouri, il pusher marocchino ucciso alcune settimane fa da un poliziotto a Rogoredo durante un controllo antidroga. Nelle ore successive al fatto in tanti, a cominciare dalla politica, avevano fatto quadrato intorno all’agente di polizia. Comprensibile, perché è terribile dover immaginare invece che un poliziotto, ovvero colui che per strada rappresenta la legge, si metta a sparare arbitrariamente a una persona. Quello che sta emergendo adesso però è un quadro parecchio diverso. Che parte appunto da quei 23 minuti, passati dal momento in cui Carmelo Cinturino, in forza alla squadra investigativa del commissariato Mecenate, ha aperto il fuoco, a quando sono stati chiamati i soccorsi. In quei minuti il collega che era con lui è tornato in commissariato - ha detto sotto indicazione di Cinturino - per portare sulla scena del delitto uno zainetto. L’ipotesi è che contenesse la replica della Beretta fatta trovare accanto al corpo dello spacciatore, che quindi sarebbe stato disarmato. Insomma 23 minuti che sarebbero stati utilizzati per alterare la scena del crimine. Ipotesi, per ora, e si stanno vagliando i contenuti dei telefoni sia del poliziotto indagato per omicidio volontario che di quattro suoi colleghi indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento. Si cercano riferimenti precisi a “Zack”, come era soprannominato lo spacciatore. Perché proprio lui - che faceva parte di una famiglia che gestisce lo spaccio nella zona - avrebbe confidato tempo prima di essere ucciso di aver paura di quel poliziotto. Avrebbe detto che gli chiedeva un “pizzo” di duecento euro e cinque grammi di cocaina per lasciarlo di fatto libero di spacciare. Il problema è che è un racconto che in parte coincide con altre testimonianze raccolte nella zona, e in particolare con una informativa depositata a gennaio in cui un tossicodipendente - ritenuto però nella sua testimonianza attendibile - avrebbe rivelato di come il poliziotto si facesse dare dei soldi, a volte anche pochi spiccioli, dagli spacciatori della zona, e anche da quelli che a quanto pare vendevano droga alla luce del giorno nel palazzo della zona di Corvetto in cui la moglie dell’agente lavora in portineria. Testimonianze ovviamente da verificare, e su questo le indagini continuano e continueranno. Certo quello che ne emerge oggi è un quadro totalmente diverso da quello delle prime ore dopo il fatto. E certo se si dovesse accertare che il poliziotto ha sparato a un uomo disarmato, ed è stato poi coperto dai suoi colleghi, sarebbe davvero terribile. Perché la fiducia nelle forze dell’ordine, le stesse che giustamente sono state difese a spada tratta quando aggredite come nei cortei di Torino, è fondamentale per tutti noi.

Di Annalisa Grandi

Milano, pusher ucciso a Rogoredo e quei 23 minuti di buco prima di chiamare i soccorsi

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2026-02-22 18:05:22

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