Rogoredo, pusher ucciso e poliziotto sotto accusa: “crepe” nel racconto ufficiale
Il condizionale mai come in questo caso è d’obbligo però quello che sta emergendo sulla vicenda dello spacciatore ucciso da un poliziotto a Rogoredo è senz’altro inquietante
Rogoredo, pusher ucciso e poliziotto sotto accusa: “crepe” nel racconto ufficiale
Il condizionale mai come in questo caso è d’obbligo però quello che sta emergendo sulla vicenda dello spacciatore ucciso da un poliziotto a Rogoredo è senz’altro inquietante
Rogoredo, pusher ucciso e poliziotto sotto accusa: “crepe” nel racconto ufficiale
Il condizionale mai come in questo caso è d’obbligo però quello che sta emergendo sulla vicenda dello spacciatore ucciso da un poliziotto a Rogoredo è senz’altro inquietante
Il condizionale mai come in questo caso è d’obbligo però quello che sta emergendo sulla vicenda dello spacciatore ucciso da un poliziotto a Rogoredo è senz’altro inquietante. Di certo, oltre all’assistente capo che ha sparato, ci sono altri quattro agenti indagati, con le ipotesi di reato di favoreggiamento e omissione di soccorso. Ci sono dei dubbi sulle loro versioni, dei dubbi persino su quella pistola che il poliziotto ha raccontato di essersi visto puntata contro, “Mi sono spaventato e ho sparato” aveva detto, ma ora su quella versione i dubbi si moltiplicano. C’è persino l’ipotesi che la pistola sia stata messa lì dopo, c’è di certo che il collega che era con Carmelo Cinturino, il poliziotto accusato di omicidio volontario, dopo la sparatoria è tornato in commissariato e ne è uscito con uno zaino. Ha raccontato di averlo fatto su ordine di Cinturino, di non sapere cosa ci fosse dentro, e l’ipotesi è che contenesse proprio la pistola a salve che il poliziotto ha raccontato avesse impugnato lo spacciatore marocchino.
C’è poi il fatto che Mansouri sia stato colpito alla tempia, non frontalmente, questo quindi smentirebbe la versione secondo la quale appunto aveva impugnato la pistola contro gli agenti, quando Cinturino ha sparato. Ancora, c’è chi descrive questo poliziotto, ribattezzato “Luca”, il più anziano della squadra operativa del commissariato di Mecenate, come uno che si muove in modo troppo disinvolto in un ambiente che conosce benissimo, si parla di alcuni arresti “forzati”, di altri “evitati”. E ancora di aggressioni e pestaggi ai pusher. Di colleghi che avrebbero chiuso un occhio su quel modo di procedere, perché in qualche modo “succubi”. E ci sono testimonianze che lascerebbero intendere che Cinturrino si facesse pagare il pizzo proprio da alcuni pusher che stazionano nel palazzo popolare di cui è custode la moglie del poliziotto. Voci, alcune circostanziate, su cui naturalmente andranno fatti accertamenti. Di certo questa è davvero una brutta brutta storia, comunque vada a finire l’inchiesta.
di Annalisa Grandi
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