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title: Morire per una scarpa a Napoli. Di nuovo
description: C’è infatti un filo rosso, una drammatica corrispondenza, che unisce Santo Romano e Francesco Pio Maimone, i due giovani uccisi a Napoli.
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date: 2024-11-05
modified: 2024-11-06
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/morire-per-una-scarpa-a-napoli-di-nuovo/
categories: [Cronaca]
tags: [giovani, Italia, napoli]
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# Morire per una scarpa a Napoli. Di nuovo

![Omicidi Napoli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Omicidi-Napoli.jpg)

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2023-03-21 07:24:04

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Morire a Napoli come Francesco Pio Maimone, a soli 18 anni, per colpa di un piede pestato che ci obbliga a vedere la crudezza che tentiamo di nascondere

A scrivere è un napoletano, queste tragedie della follia le ho vissute non ricordo più quante volte nei miei anni partenopei, ne ho dovuto parlare professionalmente fino a scoppiare. Tanto negli anni più bui della città dimenticata anche da se stessa, che in quelli più luminosi del boom turistico e dei riconoscimenti internazionali se c’è qualcosa che non è mai cambiato è la follia della morte e della violenza per nulla.

Morire a 18 anni per aver pestato un piede. Da dove cominciare a commentare una bestialità simile? Da dove iniziare a raccontare un dolore che devasta una famiglia e uccide una città intera? Forse dal costringersi a farlo con tutta la crudezza necessaria. Obbligandosi a guardare e sentire. A non scegliere la Napoli dei sogni, facendo finta di non vedere quella disperata, indigeribile e sempre uguale a se stessa. Un immobilismo sociale che mette i brividi e i napoletani vivono tutti i giorni, illudendosi in tanti semplicemente di chiudere “gli altri” nelle fiction più o meno consolatorie.

La stessa città espressione di un progetto manageriale, prima che calcistico, ammirato in tutto il mondo. Una città che vive una passione sportiva sconfinata e una gioia collettiva, pronta a proiettarla in tutto il globo. La città indicata fra le mete irrinunciabile del 2023 dal più importante magazine al mondo, Time.

La città in cui si può morire al termine di una serata passata con gli amici, in riva a uno dei lungomare più belli, famosi e ammirati al mondo. Francesco Pio Maimone aveva 18 anni e sognava di aprire una pizzeria, magari di rinverdire i fasti dei suoi concittadini che hanno messo su business milionari, grazie al piatto napoletano per eccellenza. È stato ammazzato con un colpo di pistola al petto alle due del mattino di lunedì, in circostanze ancora da definire, ma che appaiono allucinanti nella loro assoluta banalità.

Un piede pestato, uno sgarro considerato insopportabile da qualche testa marcia più della sua stessa anima. Una pistola che spunta, colpi prima in aria e poi ad altezza d’uomo, che lo feriscono mortalmente. Una corsa disperata e inutile in ospedale, la morte nella notte.

È già successo - ricordavamo le tante volte in cui ne abbiamo scritto - in un passato che si ostina a restare presente. In una città benedetta e maledetta, di cuore e indifferente, luminosa come solo Mergellina può essere, buia come l’abisso di una subcultura accettata da troppi come una maledizione inevitabile.

di Fulvio Giuliani

Morire a Napoli

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2023-03-21 07:24:04

2023-03-21 06:24:04

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2023-05-24 16:30:41

2023-05-24 14:30:41

Una bambina di dieci anni, mentre mangiava un gelato in compagnia dei genitori, è stata colpita da un proiettile; per fortuna non è in pericolo di vita. Feriti anche i genitori

Stava gustando un gelato in compagnia dei genitori. Si è ritrovata con un proiettile nello zigomo, estratto con un intervento chirurgico (dovrà essere operata di nuovo in giornata), per fortuna senza essere in pericolo di vita.

La bambina di dieci anni ferita a Sant’Anastasia, pochi chilometri da Napoli, durante una raffica di colpi sferrati contro la vetrine di un bar, è un qualcosa che abbiamo purtroppo già conosciuto. I due aggressori, che dovrebbero essere del posto secondo gli inquirenti, avrebbero avuto un alterco con persone all’interno del bar. Sono stati allontanati, poi, l’esecuzione sommaria, a bordo di due scooter. Sono rimasti feriti anche i genitori.

Da una mitraglietta a una pistola, la sceneggiatura è di fresca e dolorosa scrittura: meno di due mesi fa il 18enne Francesco Pio Maimone ha perso la vita sul lungomare di Mergellina, a Napoli, per un colpo di pistola al cuore. Anche il ragazzo non aveva nulla a che fare con quello sparo, scaturito da una lite dettata da futilissimi motivi, un piede pestato. Il killer, Francesco Pio Valda, è in carcere e continua a professarsi innocente. L’associazione tra i casi è immediata, forse superficiale. Profondo è invece il dolore, ancora peggiore è la constatazione del passato che torna sempre presente, della follia della morte che non è cieca. Che si ripete, nonostante appelli, fiaccolate, campagne di sensibilizzazione. E mentre si scrive, sopraggiunge una sensazione di impotenza, di debolezza.

 

di Nicola Sellitti

Spari fuori dal bar: bambina colpita da un proiettile

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2023-05-24 16:37:54

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2024-10-25 14:30:07

2024-10-25 12:30:07

Insegnanti, assistenti sociali, psicologi ben pagati e con poteri diretti per provare ad arginare alla base il fenomeno della criminalità minorile. Le parole di Maurizio De Giovanni

Insegnanti, assistenti sociali, psicologi ben pagati e con poteri diretti per provare ad arginare alla base il fenomeno della criminalità minorile. Maurizio De Giovanni, una delle penne più famose e apprezzate d’Italia, fa parte del Comitato anticamorra per la legalità di Napoli (tra i componenti ci sono tra gli altri, Paolo Siani, Sandro Ruotolo). E’ ancora attonito per le circostanze che hanno portato all’omicidio del 15enne Emanuele Tufano - incensurato da famiglia di incensurati - che si è verificato un paio di giorni fa nel cuore del centro storico di Napoli, durante una rissa a colpi di pistola tra bande di adolescenti. Duecento metri di proiettili che alle 3 di notte hanno colpito auto, negozi. 

“Poteva esserci chiunque per strada, uno come me che tornava dalla presentazione serale di un libro, oppure chi non riusciva a prender sonno ed era in giro per fare due passi. Siamo di fronte a una situazione da cui non vi è riparo, che riguarda tutti: istituzioni, scuola, genitori, ordine pubblico. E sarebbe un approccio errato localizzare il problema, che non è solo di Napoli o del Mezzogiorno”, spiega lo scrittore a La Ragione, “Si tratta di bambini, ragazzi di cui si serve la criminalità organizzata perché poi non sono perseguibili, ragazzi che inoltre davanti agli occhi hanno continui riferimenti alla violenza. Sento in queste ore giustamente di potenziamento della videosorveglianza e della presenza delle forze dell’ordine, condivido in pieno, ma è la cura del sintomo, non del problema alla radice”.

Secondo De Giovanni, il primo argine deve essere collocato altrove. “Si deve puntare su assistenti sociali, psicologi, maestri, maestri di strada. Devono essere ben pagati e dotati di un potere diretto. Faccio un esempio: l’assistente contatta la mamma di un ragazzo che ha abbandonato la scuola e si sente dire che lei non può nulla? Poi lo stesso assistente si fa carico della segnalazione ad una struttura della Repubblica che procede alla revoca della patria potestà. Servono poteri diretti e nessuno sconto”. 

Lo scrittore napoletano inoltre invita anche alla revisione dei criteri sulla dispersione scolastica, che nel territorio napoletano è segnalata in lieve calo nell’ultimo anno. “Se un ragazzo non va a scuola per 15 giorni e poi si ripresenta, per poi assentarsi di nuovo a lungo, non risulta tra i “dispersi” ma certo non frequenta la scuola. Quindi, vorrei sapere della continuità scolastica dei ragazzi, è un fattore dirimente, vorrei ci fosse maggiore attenzione e trasparenza sulla rilevazione dei dati”. 

Dalla morte del 15enne napoletano e dagli ultimi episodi di cronaca nera riguardante i minori emerge l’accesso sempre più ricorrente alle armi: “E’ diventata una consuetudine per i ragazzi, non solo quelli da aree problematiche,  portare in giro il coltello. Sul facile ricorso alle pistole, non saprei neppure da dove cominciare, neppure in Rete, per procurarmi un’arma, ma c’è in giro una quantità di armi che fa riflettere. E’ una questione molto grave”.

di Nicola Sellitti

De Giovanni: salvare i ragazzi a rischio camorra. Se necessario, revocare patria potestà

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2024-10-26 14:24:26

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