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title: La rassegnazione, il virus di Napoli
description: Basterebbe la descrizione di quanto accaduto per indurci allo sconforto. Scegliamo di ripeterci, perché l’assuefazione è un male di Napoli
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date: 2023-05-26
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza]
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# La rassegnazione, il virus di Napoli

![Napoli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-370.jpg)

Basterebbe la cruda descrizione di quanto accaduto per indurci allo sconforto. Scegliamo però di ripeterci, perché l’assuefazione è fra i grandi mali di Napoli

**È un *déjà vu* angosciante**. Soltanto una manciata di settimane fa ci trovammo a scrivere righe cariche di dolore dopo l’assurda morte del diciottenne [Francesco Pio Maimone sul lungomare di Mergellina](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/omicidio-francesco-pio-napoli-condanna-a-chi-ha-scelto-criminalita/), a Napoli. Un ragazzo che pagò con la vita la criminale assurdità dei presunti ‘codici’ del rispetto malavitoso. **Quando non c’è proprio alcun codice**, alcun rispetto delle regole basilari della convivenza civile e di un sia pur minimo senso di umanità.

**In queste ore ci ritroviamo a provare esattamente le medesime sensazioni di allora**. E di un’infinità di altre volte per chi, come noi,** a Napoli è cresciuto ed è stato testimone indiretto di una teoria di episodi incredibilmente simili fra loro**.** La folle sparatoria di Sant’Anastasia, in cui ha rischiato di perdere la vita una bambina di 10 anni insieme alla mamma e al papà, l’abbiamo ‘vista’ non sappiamo più quante volte.** Una piccola che si è ritrovata nel reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, segnata nel corpo e chissà quanto in profondità nell’animo.

**Basterebbe la cruda descrizione di quanto accaduto per indurci al più nero sconforto.** Scegliamo però di correre il rischio di ripeterci, **perché l’assuefazione è fra i grandi mali di Napoli**. Un’assuefazione all’orrore, **alla mancanza dei più elementari punti di riferimento civili che non è** – come spesso nei quartieri “bene” della città ci si racconta per illudersi – **un tema appannaggio esclusivo dei poveri disgraziati che vivono nelle zone più sfigate della città e dell’*hinterland***. Perché il fatalismo, il considerare statisticamente inevitabile il ripetersi prima o poi di simili episodi è un virus che accomuna tutti. **Ricchi e poveri, borghesi e popolino, “chiattilli” e sbandati.** Il senso di impotenza che, unito all’abitudine, porta tanti napoletani a reagire dicendo: «Tutto questo è vero, ma siamo anche la città del *boom* del turismo, della bellezza, della magnificenza della storia e ora pure dello scudetto». Come se bastasse, come se richiamare le glorie avesse una qualsiasi attinenza logica con quanto accaduto a Sant’Anastasia.

**Come può un ragazzo di 17 anni decidere di sparare all’impazzata sulla folla per lavare l’‘onta’ di essere stato allontanato da un bar?** Come può lo stesso diciassettenne avere a disposizione armi da fuoco automatiche e pistole? **In quale razza di sottobosco dell’umanità dev’essere cresciuto?** Tanto è vero che – puntando sulla minore età –** la sua tribù l’ha prontamente portato a costituirsi.** Mica per un sussulto di coscienza, ma soltanto perché consapevoli di poter limitare le conseguenze giudiziarie di questa follia. **Non è neppure più un “anti-Stato”**, è una dimensione parallela in cui la legge e la convivenza civile vengono semplicemente ignorate.** Al massimo sfruttate, quando si finisce in guai troppo grandi.**

Basta anche con l’uso di queste terminologie da *fiction*, come le “stese”: chi spara all’impazzata in un luogo affollato è soltanto il più squallido imbecille fra i criminali e chi l’ha allevato in questo modo non merita che umanissimo disprezzo.

di *Fulvio Giuliani*
