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title: A Napoli (e non solo) si fa finta di non vedere
description: È straniante aver scritto appena poche ore fa di Napoli e dello strabismo che coglie chiunque davanti a questa città
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date: 2024-11-11
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/napoli-3/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, napoli]
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# A Napoli (e non solo) si fa finta di non vedere

![Napoli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Evidenza-sito-1707-1024x639.jpg)

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2024-11-10 10:10:39

2024-11-10 09:10:39

L'appello del questore: "I ragazzi i procurano le armi con estrema facilità". Il caso ora assume una dimensione nazionale

Un “gioco” finito male, un colpo di pistola che parte, la morte di un 18enne, la confessione di un 19enne, il cugino della vittima. Si è al terzo caso in circa 20 giorni di ragazzi morti per colpi d’arma da fuoco a Napoli. Il caso ora assume una dimensione nazionale, partono accuse reciproche, dimenticando, volutamente o meno, il tema prioritario: la facilità di accesso alle armi da parte dei minori, anche attraverso il ricorso al dark web, come spiegato di recente dal capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri. Non deve cadere nel vuoto delle vuote polemiche politiche delle ultime ore l’appello del questore di Napoli, Maurizio Agricola: i ragazzi si procurano le armi con facilità irrisoria. Spesso sono pistole scacciacani, poi trasformate in arme letali.Quindi, al netto della repressione delle azioni violente, dell’uso potenziato della videosorveglianza per le strade del centro che consente di risolvere in tempi brevi la maggior parte dei casi, si gira l’angolo sulla furia di casi di minori uccisi con colpi da armi da fuoco solo intervenendo sull’accesso dei minori alle armi.Le polemiche che si ricorrono, lasciano davvero il tempo che trovano. Dalle critiche avanzate da Roberto Saviano sul fallimento del “modello Caivano” sbandierato dal governo Meloni, che sono state respinte dai politici di centrodestra campani sulle conseguenze diffuse del “modello Gomorra”, alimentato dal cinismo dello scrittore napoletano. Ognuno ha ovviamente diritto e spazio a rivendicare il proprio pensiero, così come costituisce un elemento positivo le migliaia di persone scese in piazza all'assemblea pubblica, promossa da Libera Campania in collaborazione con l'Arcidiocesi di Napoli, alla presenza dell’amministrazione comunale (invece assente ai funerali dei primi due minori morti per colpi d’arma da fuoco). Ma la strada è assai stretta e per quanto folle possa sembrare, c’è il rischio dell’effetto emulazione o meglio contrapposizione, cioè che l’appello ai minori di “deporre le armi”, come detto dall’Arcivescovo di Napoli, Monsignor Mimmo Battaglia, durante il funerale di Emanuele Tufano, il primo dei giovanissimi uccisi, possa indurre i ragazzi alla reazione opposta. Serve dunque intervenire. Subito.

Di Nicola Sellitti

L'inaccettabile e angosciante mattanza dei ragazzi

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2024-11-10 22:21:46

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2024-11-09 10:30:41

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Diciottenne, incensurato, ucciso con arma da fuoco nel centro storico di Napoli. Il copione si ripete

Diciottenne, incensurato, ucciso con arma da fuoco nel centro storico di Napoli. Il copione si ripete, ennesimo episodio che lascia basiti, non più sorpresi.Il ragazzo è stato colpito alla nuca, ed è morto. Diversi parenti e amici si sono radunati davanti al nosocomio, prima del decesso del ragazzo. Lacrime e dolore, nulla di nuovo, mentre si discute, proprio negli scorsi giorni, di un piano di potenziamento della videosorveglianza per le vie del centro di Napoli. Ma il nodo resta l'incredibile facilità d'accesso alle armi delle bande di minori. Tra l'altro, il 18enne morto è il cugino di Luigi Caifa, 17enne ucciso da un agente della Squadra mobile di Napoli nel corso di una rapina, la notte del 4 ottobre 2020, sempre in centro a Napoli. Un caso mediatico: Caifa, con un complice (figlio del noto Genny 'a Carogna), aveva puntato due ragazzi a piedi, in quel momento passavano degli agenti in borghese: il ragazzo Caifa estrasse una pistola giocattolo ma priva del tappo rosso e uno degli agenti sparò.

Di Nicola Sellitti

Napoli: morto il 18enne ferito con colpi d'arma da fuoco

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2024-11-09 17:55:32

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2024-11-05 09:26:34

2024-11-05 08:26:34

C’è infatti un filo rosso, una drammatica corrispondenza, che unisce Santo Romano e Francesco Pio Maimone, i due giovani uccisi a Napoli

Tragiche coincidenze. Troppe, per non destare ulteriore dolore e riflessioni. Oggi è prevista la convalida dell’arresto dell’autore dell’omicidio di Santo Romano, il 19enne rimasto vittima dell’ennesimo colpo di arma da fuoco a San Sebastiano al Vesuvio, in provincia di Napoli. Alla fiaccolata cittadina per il 19enne, due sere fa, c’era anche il padre di Francesco Pio Maimone, 18enne morto in uno chalet a Mergellina, sul Lungomare di Napoli, poco più di un anno fa.

Una presenza niente affatto casuale: c’è infatti un filo rosso, una drammatica corrispondenza tra i due omicidi: le vittime erano incensurate, lavoratori, legati alla famiglia. Entrambi avevano deciso, assieme agli amici, di passare qualche ora spensierata. Non sono più tornati a casa per motivi assai futili: una scarpa macchiata nel caso di Maimone, rimasto vittima di una rissa tra bande di quartieri diversi, Barra e Rione Traiano, con il colpo che parte e centra il 18enne, spirato tra le braccia del suo migliore amico. E lo stesso è accaduto a Santo Romano, il 19enne di San Sebastiano al Vesuvio. Anche in questo caso, la morte è assurdamente legata a una scarpa, questa volta non macchiata, ma involontariamente calpestata a un ragazzino in una serata affollata per le vie del centro.

Così è scattata la rissa tra bande (come a Mergellina), fino al tragico epilogo: il 19enne Santo si avvicina a un ragazzo per sedare gli animi, quello invece esce dall’auto e inizia a sparare. E lo uccide. Il 17enne autore dell’omicidio vive nel quartiere Barra: così anche l’omicida di Maimone. E c’è un’altra incredibile analogia, forse la più dolorosa e indicativa: c’è un 17enne presente in entrambe le inchieste per i due omicidi: si tratta dell’amico del 17enne fermato per l'omicidio di Santo Romano. Era presente nella sua auto, quando si è consumato il reato. Lo stesso ragazzo era finito tra gli indagati del caso Maimone, tra i sospettati per aver piazzato un ordigno davanti a un’attività commerciale per conto della famiglia del ragazzo che ha ucciso il giovane Pio Maimone.

Un incredibile, assurdo, intreccio criminale.

Di Nicola Sellitti

Morire per una scarpa a Napoli. Di nuovo

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2024-11-06 05:18:19

2024-11-06 04:18:19

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