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Napoli: cuore bimbo in box ‘comune’, la mamma: “Chiedo aiuto anche al Papa”

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Napoli: emergono novità nel caso sul trapianto di un cuore non utilizzabile ad un bimbo di due anni e mezzo

Napoli

Napoli: cuore bimbo in box ‘comune’, la mamma: “Chiedo aiuto anche al Papa”

Napoli: emergono novità nel caso sul trapianto di un cuore non utilizzabile ad un bimbo di due anni e mezzo

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Napoli: cuore bimbo in box ‘comune’, la mamma: “Chiedo aiuto anche al Papa”

Napoli: emergono novità nel caso sul trapianto di un cuore non utilizzabile ad un bimbo di due anni e mezzo

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AUTORE: Marco Carta

Iniziano ad emergere novità nel caso sul trapianto di un cuore non utilizzabile ad un bambino di due anni e mezzo, attaccato ad una macchina salvavita all’ospedale Monaldi di Napoli. Il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore destinato al trapianto – sequestrato dai Carabinieri del Nas di Napoli – era di tipo “non tecnologico”, pur trattandosi di un box normalmente in uso nella struttura per questo tipo di trasporto.

Il contenitore però potrebbe non essere dotato di tutte le specifiche caratteristiche dei dispositivi più avanzati progettati per la conservazione degli organi a temperatura controllata, come riferito da Lapresse. Il fattore dannoso sarebbe riconducibile all’impiego di ghiaccio secco in luogo di quello tradizionale, per la conservazione dell’organo.

Intanto, il piccolo resta in condizioni gravi ma stazionarie e resta in lista trapianti. “Allo stato il paziente permane in lista trapianto fino a nuova valutazione”, scrive in una nota l’Azienda ospedaliera dei Colli, da cui dipende il Monaldi, che d’accordo con la famiglia emetterà un bollettino medico quotidiano sulle condizioni del piccolo. Ho accantonato tutto, ora vivo solo dolore e tanta voglia di riaverlo a casa. Cerco solo un cuoricino nuovo, certo non desidero che muoiano altri bambini ma spero che mi aiutino a trovarlo. Lo chiedo a tutti quelli che possono aiutarmi, mi appello anche al Papa, a tutti”. Così la mamma del piccolo a “Domenica In”, su Rai1.

A proposito dell’ipotesi del coinvolgimento di un medico dell’ospedale Niguarda di Milano per un secondo parere medico, smentita dalla struttura milanese, il presidente dell’associazione “I Nodi d’Amore” ha rivelato all’Adnkronos di aver fatto da tramite – su volontà della famiglia del piccolo – per l’invio della documentazione dall’ospedale Monaldi ad un medico, il professor Claudio Russo, del Niguarda, chiarendo di non sapere se si sia proceduto poi ad una richiesta ufficiale.

Di Marco Carta

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