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Napoli, trapiantato cuore “bruciato”ad un bambino: sospesi i chirurghi

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Il bambino si trova ora in terapia intensiva, attaccato alla macchina salvavita, in attesa di un nuovo organo

Napoli, trapiantato cuore “bruciato”ad un bambino: sospesi i chirurghi

Il bambino si trova ora in terapia intensiva, attaccato alla macchina salvavita, in attesa di un nuovo organo

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Napoli, trapiantato cuore “bruciato”ad un bambino: sospesi i chirurghi

Il bambino si trova ora in terapia intensiva, attaccato alla macchina salvavita, in attesa di un nuovo organo

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AUTORE: Marco Carta

Il caso è ormai noto ma non per questo meno clamoroso. All’ospedale Monaldi di Napoli, lo scorso 23 dicembre è stato trapiantato a un bimbo di due anni un cuore “bruciato”, ossia inutilizzabile a causa del ghiaccio utilizzato durante il trasporto da Bolzano.

Come riportato dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, “la competenza e la responsabilità per il prelievo del cuore, la sua corretta conservazione durante il trasporto e la successiva operazione di trapianto ricadono sull’équipe del centro trapianti ricevente”.

Il bambino si trova ora in terapia intensiva, attaccato alla macchina salvavita, in attesa di un nuovo organo. Secondo le ricostruzioni della Procura del capoluogo campano, il cuore per il bambino sarebbe arrivato all’ospedale Monaldi ormai già danneggiato irrimediabilmente. In attesa che il legale della famiglia del bimbo ottenga la cartella clinica del paziente, sono stati sospesi dal servizio tre medici del reparto di cardiochirurgia pediatrica della struttura ospedaliera napoletana: la direttrice del reparto, il primario ed un assistente dell’equipe che ha impiantato l’organo al bambino. Intanto, all’ospedale napoletano sono sospesi tutti i trapianti pediatrici.

“Si aspetta il miracolo di questo cuore per il trapianto, prima che sia tardi”, spiega a La Ragione Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino di due anni e tre mesi sottoposto ad un trapianto di cuore lo scorso 23 dicembre presso l’ospedale Monaldi di Napoli, la situazione è estremamente difficile, c’è anche una situazione difficile da risolvere: anche se arrivasse il cuore, i medici che dovrebbero eseguire l’impianto sono al momento sospesi.

Inoltre, il bambino non può essere trasferito, è un momento particolare”, aggiunge il legale, che non lascia sola un secondo la mamma del piccolo paziente: “C’è solo la speranza che arrivi il cuore, non prevale la rabbia. La mamma del bambino, che è affianco a me ora, mi sta sorprendendo, sta solo sperando che arrivi l’organo, non c’è spazio per il rancore”.

Di Marco Carta

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