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Niscemi, la frana non si ferma. Ciciliano, il capo della protezione civile: “Movimento peggio del Vajont. In quella zona non si doveva costruire”

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Ciciliano, il capo della protezione civile: “In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è di circa 350 milioni di metri cubi a Niscemi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ne ha movimentati 263 milioni”

Niscemi, la frana non si ferma. Ciciliano, il capo della protezione civile: “Movimento peggio del Vajont. In quella zona non si doveva costruire”

Ciciliano, il capo della protezione civile: “In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è di circa 350 milioni di metri cubi a Niscemi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ne ha movimentati 263 milioni”

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Niscemi, la frana non si ferma. Ciciliano, il capo della protezione civile: “Movimento peggio del Vajont. In quella zona non si doveva costruire”

Ciciliano, il capo della protezione civile: “In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è di circa 350 milioni di metri cubi a Niscemi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ne ha movimentati 263 milioni”

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Io do soltanto un dato che riesce a dare la cifra. In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ne ha movimentati 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont”. Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ospite al programma ‘Start’ di Sky Tg24, parlando della frana di Niscemi.

“Tecnicamente quando si sa che si costruisce su una zona fragile, al netto di quelle che sono le autorizzazioni amministrative, anche se le case sono a regola è di tutta evidenza che sono in un punto di assoluta gravità – ha continuato – Forse nel corso dei decenni era necessario evitare la costruzione sul fronte di frana. Questo è chiaro e limpido”.

A Niscemi 1.276 cittadini evacuati, pari a 500 nuclei familiari

Riguardo alla zona interessata Ciciliano ha spiegato: “All’interno di questa fascia di 150 metri sono stati evacuati 1.276 cittadini di Niscemi. Pari a 500 nuclei familiari. Queste persone ovviamente, in maniera precauzionale, sono state allontanate. All’interno di queste persone ci saranno coloro i quali non potranno mai più tornare nelle proprie case”. Si tratta di case che “non solo non potranno più essere ripopolate ma andranno distrutte, sempre che l’arretramento della frana non ci pensi da sola. Già adesso è necessario pensare a una re-localizzazione di questi cittadini”.

I cittadini che risiedono fuori dalla zona rossa dovrebbero lasciare le proprie case? “Assolutamente no – ha risposto il capo dipartimento della Protezione Civile. “Il centro di Niscemi, anche se costruito sulla piana, è assolutamente in zona sicura. Quello che si sta facendo adesso è il ripristino della distribuzione del gas che per motivi di sicurezza era stata interrotta”.

Musumeci annuncia un’indagine amministrativa

“Come per tutte le calamità, naturalmente c’è una sospensione, non un esonero. Una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, di ogni altra obbligazione. E poi stiamo lavorando con la collega Calderone anche per individuare quali e quanti ammortizzatori servono per le aziende. Per sollevare quelle aziende che dovrebbero pagare i contributi per i dipendenti e che in questo contesto non potrebbero farlo perché inattive e non operative”. Lo ha detto Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e per le politiche del Mare, a Rtl 102.5.

Alcune misure credo che siano già alla firma del Dipartimento di Protezione Civile, quindi parliamo di ore. Altre hanno bisogno di un provvedimento di legge ed è uno dei temi che affronteremo oggi pomeriggio al Consiglio dei ministri”, ha aggiunto Musumeci.

Al momento non sappiamo quanto la linea della frana di Niscemi possa ancora estendersi – ha poi spiegato al Forum in Masseria a Roma – I tecnici hanno suggerito altri 150 metri. Se consideriamo altri 400 metri in larghezza, sono centinaia le case coinvolte nella zona rossa. La frana è ancora in atto, lentamente ma inesorabilmente”.

Musumeci ha annunciato che oggi firmerà “un decreto per istituire una commissione di studio per capire dal punto di vista amministrativo che cosa è accaduto dopo il 1997 perché allora non si è proceduto a tentare di mettere in sicurezza quel versante che comunque sarebbe andato a valle, ma con interventi opportuni questo processo sarebbe stato spostato di qualche anno”, ha detto a Sky Tg24.

di Mario Catania

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