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title: Padel ‘ndrangheta, riciclaggio ed edilizia a Milano
description: Ha fatto molto rumore l’inchiesta che a Milano ha portato a scoprire come la ‘ndrangheta avesse messo gli occhi sul padel
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date: 2023-01-11
author: Annalisa Grandi
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categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza, milano]
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# Padel ‘ndrangheta, riciclaggio ed edilizia a Milano

![milano 'ndrangheta](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Evidenza-sito-164.jpg)

Colpisce come al Comune di Milano, che sta valutando se costituirsi parte civile, sia sfuggita la mano dell'ndrangheta sul padel

Ha fatto molto rumore nelle scorse settimane l’inchiesta che **a Milano ha portato a scoprire come la ‘ndrangheta avesse messo gli occhi su** quello che indubbiamente è lo sport più di moda del momento: **quello del padel**. Caratteristica delle ‘ndrine che dalla Calabria si sono trasferite al Nord, in particolare in Lombardia**, è stata anche in passato quella di essersi infiltrate nel settore dell’edilizia**. Lì dove girano tanti soldi, arrivano anche gli interessi dei boss. **Nel caso specifico si è trattato della costruzione di campi da padel su un’area di proprietà del Comune e affidata in concessione.** Le aziende che fanno capo al nipote di un boss attivo nella zona fra **Corsico e Buccinasco** hanno costruito quei campi, da cui per oltre un anno hanno tratto enormi profitti.

**Colpisce come al Comune di Milano**, che sta valutando se costituirsi parte civile, **sia sfuggito quanto stava accadendo**. E d’altronde ai concessionari viene lasciata ampia libertà, a patto che effettuino i lavori previsti dalla concessione. **Otto campi da padel non sono però proprio invisibili, in più gli appassionati di questo sport raccontano che quello era uno dei centri diventati un *must*.** Anche perché uno dei pochi con numerosi campi a disposizione. **Oltre un anno è andata avanti questa storia**. E anche quando sono intervenuti i vigili ci sono voluti altri mesi e una indagine della Dia perché si scoprisse che i soldi usati per costruirli erano sporchi. **Messi lì da un 39enne nipote di boss**, con condanne per spaccio di droga alle spalle e **che fra il 2020 e il 2021 ha emesso fatture false per un milione e mezzo di euro.**

Certo, ragionare col senno del poi è sempre più facile, **però è chiaro che sia venuto a mancare qualche tassello se tutto questo è stato possibile senza che nessuno se ne rendesse conto**. Soprattutto perché quell’area è un bene pubblico. Peraltro in una città come Milano già agitata da un certo malcontento per l’aumento del prezzo dei biglietti dei mezzi pubblici, per l’area B, eccetera.** Leggere di come sfuggano truffe colossali come questa non può far altro che aumentarlo.** E di sicuro questa può essere l’occasione per fare una riflessione su come si possa garantire una maggior sorveglianza su quello che avviene laddove ci sono proprietà comunali affidate a privati. **Prevenire, in questo e in molti altri casi, è assai meglio che curare.**

di *Annalisa Grandi*
