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Palazzo Chigi, finto 007 prometteva assunzioni nei ministeri in cambio di denaro

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Badge clonati, scorta e auto con lampeggiante: così si muoveva nei palazzi del potere. Truffati almeno quattro cittadini per oltre 150mila euro

Palazzo Chigi, finto 007 prometteva assunzioni nei ministeri in cambio di denaro

Badge clonati, scorta e auto con lampeggiante: così si muoveva nei palazzi del potere. Truffati almeno quattro cittadini per oltre 150mila euro

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Palazzo Chigi, finto 007 prometteva assunzioni nei ministeri in cambio di denaro

Badge clonati, scorta e auto con lampeggiante: così si muoveva nei palazzi del potere. Truffati almeno quattro cittadini per oltre 150mila euro

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Roma – Lo scorso 10 marzo un uomo che chiedeva migliaia di euro in cambio di assunzioni farlocche all’interno dei pubblici ministeri è stato denunciato e posto agli arresti domiciliari. Si fingeva un agente dei servizi segreti e, da anni, aveva accesso ai palazzi del potere: su Andrea Visentin grava ora l’accusa di truffa e sostituzione di persona.

Un inganno orchestrato nei minimi dettagli, che avrebbe convinto almeno quattro persone a versare ingenti somme di denaro in cambio di posti di lavoro all’interno dei pubblici ministeri. L’uomo vantava un ufficio a Largo Chigi, la sede distaccata della Presidenza del Consiglio, dove si trovano anche gli uffici dei ministri senza portafoglio. Sorprende come il finto 007 sia riuscito effettivamente a ricevere le persone raggirate e svolgere i “colloqui” dentro le mura del palazzo altamente sorvegliato. Il bottino complessivo del truffatore ammonterebbe a 158mila euro. Resta da chiarire come sia riuscito, apparentemente con le sue sole forze, a eludere i controlli e infiltrarsi tra i “colleghi” dei servizi segreti senza destare sospetti.

Secondo le carte della questura, una delle vittime avrebbe versato 50mila euro per garantire un posto di lavoro al figlio. Già che c’era, avrebbe barattato ulteriori 18mila euro in cambio di un’assunzione in portineria. La donna ha dichiarato di aver conosciuto Visentin tramite un’amica: la stessa aveva garantito per lui, a suo dire l’uomo aveva aiutato un parente a superare un concorso alla Camera dei Deputati.

Il sofisticato raggiro di Andrea Visentin

Non è la prima volta che il fantomatico 007 attira l’attenzione dell’Ispettorato di Polizia “Palazzo Chigi” che si occupa del servizio di vigilanza nella sede di “Galleria Colonna”. Gli agenti lo vedevano accedere accompagnato dal personale dell’Ufficio Passi, il servizio che rilascia i “pass” ai visitatori. Grazie a loro riusciva a superare i controlli indenne.

Andrea Visentin arrivava a bordo di un’auto con lampeggiante acceso, aveva al suo seguito una scorta e parcheggiava nell’area riservata alla Presidenza. “Abbiamo ritenuto che fosse accreditato all’ingresso nella struttura. Poi non si è più visto per 4-5 mesi nel 2024. Disse di aver interrotto il lavoro per un onorevole. Si è ripresentato nel 2025 sostenendo di aver ottenuto un incarico come viceprefetto del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza ndr.)”, ha raccontato al Corriere della Sera un addetto all’Ufficio Passi.

I componenti della falsa scorta, perquisiti il giorno prima dell’arresto, erano in possesso di badge contraffatti e di un distintivo della Polizia risultato rubato nel 2015. Sarebbero stati reclutati dallo stesso Visentin come collaboratori. I badge clonati, che erano inattivi, riportavano però numeri di matricola che appartenevano a dipendenti ignari.

Nell’informativa della Digos si legge che il figlio della donna che ha pagato 50mila euro avrebbe sostenuto un colloquio proprio negli uffici della Presidenza a Largo Chigi 19. Alla madre, invece, era stata proposta un’assunzione come portinaia con contratto quinquennale in cambio di 18mila euro – lo riporta il Messaggero.

Il giorno prima dell’incontro la vittima aveva inviato il proprio documento via WhatsApp per ottenere l’accesso a Galleria Colonna. Il giorno successivo sarebbe stata “accompagnata da una persona con l’ascensore al primo piano, fino al corridoio dove da una stanza usciva Visentin. La donna ha riferito di avere svolto il colloquio all’interno di una grande sala con un tavolo e alla presenza solo di Visentin. Lui le aveva presentato la sua segretaria, che si sarebbe occupata di offrirle un caffè”.

Frequentava il palazzo dal 2022

Secondo gli investigatori, erano anni che Andrea Visentin girava tra quei corridoi spacciandosi di volta in volta per viceprefetto, agente segreto o membro della scorta di un ministro. Nella richiesta di arresto si evidenzia “la reiterazione di comportamenti analoghi, considerando che fin dal 2022 l’indagato frequentava senza titolo gli uffici della Presidenza del Consiglio. Durante la perquisizione sono stati inoltre trovati documenti e curricula di altre persone che potrebbero essere state vittime di truffa”. Utilizzava un badge clonato e si presentava spesso in compagnia di volti nuovi attirando l’attenzione della vigilanza. “Non posso dire se tale badge era intestato al Visentin – che nel 2011 patteggiò perché senza ragione girava vestito come un carabiniere – oppure ad altra persona” ha raccontato un addetto dell’Ufficio Passi.

In un’occasione si era presentato con una donna descritta come una cugina “in procinto di essere assunta come responsabile delle Belle Arti della Presidenza del Consiglio, con uno stipendio da 5mila euro al mese”.

“Al di fuori del palazzo di Galleria Colonna l’ho visto a una festa di pensionamento del nostro capo ufficio. Eravamo presso il ristorante “Il Borgo” ad Ariccia il 26 febbraio scorso. Erano presenti colleghi della Presidenza e Visentin ha parlato con tutti. Quel giorno era accompagnato da due ragazzi che gli facevano da scorta. Ci disse che il suo nuovo lavoro era presso un altro onorevole” ha raccontato l’addetto. Un episodio, questo, che dimostra fino a che punto l’uomo fosse riuscito a inserirsi nella vita del palazzo.

Il materiale sequestrato

Nell’abitazione del falso agente segreto – assistito dagli avvocati Luca Guerra e Remo Pannain – gli investigatori hanno trovato numerosi Crest (stemmi araldici ndr.) appartenenti a diversi corpi di polizia e servizi di sicurezza, tra cui Sismi, Sisde e l’attuale Aisi. Sono stati inoltre rinvenuti una stampante per badge, un lampeggiante blu in uso alle forze dell’ordine, documenti con riferimenti alla Presidenza del Consiglio, bozze di contratti di lavoro e uno sfollagente telescopico.

Di Angelo Annese

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