---
title: Forse è giunto il tempo di un Papa italiano
description: Gli ultimi tre pontefici sono stati tutti stranieri e che, proprio in forza di questa terna, il prossimo Papa potrebbe essere un italiano
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/QUATTRO-FOTO-1024x639.jpg
date: 2025-04-22
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/papa-italiano/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, papa]
---

# Forse è giunto il tempo di un Papa italiano

![Papa italiano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/QUATTRO-FOTO-1024x639.jpg)

Gli ultimi tre pontefici sono stati tutti stranieri. Proprio in forza di questa terna, il prossimo Papa potrebbe ritornare a essere un italiano

**È inutile girarci intorno: il nome del successore di [Francesco](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/addio-a-papa-francesco/) è solo *in mente Dei*. Ogni tentativo di individuare il nuovo pontefice prima che si chiudano le porte della Cappella Sistina e inizi il Conclave è votato all’inanità**. Come in un lancio di dadi – ma è notorio che Dio non gioca a dadi e giammai i cardinali alle prese con i calcoli elettorali – tutto può accadere. Basterebbe ricordare la storia degli ultimi due pontificati: nessuno poteva immaginare che Joseph Ratzinger – Benedetto XVI – si sarebbe dimesso, che il suo successore sarebbe venuto «dalla fine del mondo» e sarebbe stato il gesuita Jorge Mario Bergoglio, e che in Vaticano ci sarebbero stati addirittura due Papi contemporaneamente.** Se qualcuno lo avesse detto si sarebbe sentito rispondere di confondere la Chiesa del terzo millennio con il tempo della “cattività avignonese” o d’aver visto troppi film di Paolo Sorrentino.**

Forse è proprio questa la particolarità della nuova elezione papale: **il prossimo pontefice non sarà soltanto il successore del Papa bensì il successore dei due Papi precedenti.** Come se – e la semplificazione porta con sé qualcosa di vero – **i due ultimi pontefici rappresentassero i due volti della Chiesa di Roma: la prima più tradizionalista e la seconda più innovatrice, la prima più occidentale e la seconda più orientale.** Sempre che nel frattempo queste ‘categorie’ non siano invecchiate fino a essere anacronistiche.

Affidandosi un po’ alla storia, giacché la Chiesa è pur sempre un’istituzione storica fatta e retta dagli uomini, **si può notare che gli ultimi tre pontefici sono stati tutti stranieri e che, proprio in forza di questa terna, il prossimo vescovo di Roma potrebbe ritornare a essere un italiano**. Sarebbe, per quanto possa apparire paradossale, una piccola rivoluzione perché il ritorno di un italiano sul soglio di Pietro dopo quasi mezzo secolo è a suo modo rivoluzionario. **In tal caso i nomi più probabili sarebbero due: Matteo Maria Zuppi – che ha 69 anni e guida la Cei – e Pietro Parolin, che di anni ne ha 70, è segretario di Stato e da più parti è visto come il successore naturale di Bergoglio**.

Avranno i voti necessari e sufficienti? Nessuno lo sa, mentre ciò che si sa è che per uscire Papa dal Conclave ci vogliono i 2/3 dell’assemblea cardinalizia ossia non meno di 91 voti su 136 votanti. Il fatto che la maggioranza dei cardinali sia stata creata dallo stesso Francesco – che era francescano ma anche gesuita – potrebbe deporre bene per il diplomatico Pietro Parolin. 

**E tuttavia è fin troppo facile ripetere che chi entra Papa in Conclave ne esce cardinale.** Le vie del Signore sono infinite e facilmente le carte in tavola si possono cambiare anche all’ultimo momento. Così tra Zuppi e Parolin potrebbe spuntare il nome di un terzo italiano: Pierbattista Pizzaballa, appena 59 anni, patriarca latino di Gerusalemme che pensando alla guerra in Terra Santa ha detto «Niente tornerà più come prima».** E che sulla stessa Chiesa, che sia in crisi o no, ha osservato come il problema non sia se ha rilievo o meno, ma se ha davvero qualcosa da dire.**

**Ai nomi dei tre italiani si possono aggiungere altri e non pochi nomi di autorevoli cardinali che provengono dall’Asia, dall’America, dall’Africa **e che si dividono secondo lo schema sopra evocato: innovatori o tradizionalisti, aperti a confermare e continuare le riforme di Francesco o più propensi a rallentare e ritornare sui passi di una storia bimillenaria. Una Chiesa tutta mondana o una Chiesa ultramondana, una Chiesa fisica o una Chiesa metafisica. **Ma qualcosa ci dice che sono dilemmi privi di senso. **

**C’è stato un tempo in cui la civiltà era nella Chiesa ed era la Chiesa, mentre oggi la Chiesa è nella civiltà ma** – ecco il punto –** in una civiltà in gran subbuglio che ha pur bisogno di punti di riferimento chiari e saldi**. Gli stessi punti di riferimento di cui ha bisogno la Chiesa di Roma, questa monarchia elettiva millenaria **che deve custodire nientemeno che la libertà spirituale o la salvezza delle anime**.

di *Giancristiano Desiderio*
