Pesaro, libera il cane in una spiaggia “deserta”: multa da 112,35 euro per una turista milanese
A Pesaro una donna ha preso una multa da 112,35 euro per aver lasciato scorrazzare la propria amica a quattro zampe su una spiaggia, a suo dire, “completamente deserta”
Una donna ha preso una multa da 112,35 euro per aver lasciato scorrazzare la propria amica a quattro zampe su una spiaggia. Luogo, a suo dire, “completamente deserto”.
È successo a Pesaro, nelle Marche
È successo a Pesaro (Marche). Lì dove una fredda mattina di marzo Barbara Molaschi – un avvocato residente a Milano – è stata sorpresa in flagrante in compagnia del suo cane.
La turista si trovava alla foce del torrente Genica, nella zona di Levante.
In quel frangente la proprietaria, dopo essersi assicurata che non ci fosse nessuno nei paraggi, ha sguinzagliato la “docile e ubbidiente” esemplare di Bracco ungherese lasciandola libera di scorrazzare.
“Dopo pochi minuti vedevo due persone che venivano verso di me e richiamavo subito la cagnolina. Ma mi dicevano di essere agenti della Polizia locale – evidentemente in borghese – e che avrebbero proceduto a verbalizzare”.
Una maxi multa da 112,35 euro
Una maxi multa da 112,35 euro consegnata alla cittadina senza battere ciglio.
La donna pagherà la sanzione, anche se sottolinea che la corsa del suo animale domestico sull’arenile non ha recato danno né fastidio a nessuno.
Così l’avvocato ammonisce l’amministrazione con una memoria affidata a il Resto del Carlino. “La tolleranza, il dialogo ed il buon senso dovrebbero sempre fare da contrappeso alla rigidità della norma”.
Il rischio – scrive nella sua lettera – è quello di “disaffezionare le persone che, come me, fanno più di 300 chilometri per stare bene nel vostro territorio” puntualizzando che il benessere animale è parte integrante dell’accoglienza turistica.
L’avvocato, infine, ha messo in evidenza le criticità degli spazi pubblici del pesarese: “È un peccato vedere a Pesaro le poche aree verdi adibite ai cani, spesso maltenute; l’unico parco cittadino, il Miralfiore, difficilmente frequentabile perché zona di spaccio non controllata; la completa mancanza di sacchettini a disposizione dei cittadini negli appositi contenitori, tutti vuoti o maltenuti”.
di Angelo Annese
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