Piccoli segnali, marionette e mediatori
| Cronaca
Persino per Lukashenko questa guerra sta durando troppo. Il presidente Zelensky ha dichiarato di escludere la riammissione della Crimea e di essere pronto a considerare un trattato di pace. Tutti segnali (forse) di una mediazione possibile.
Piccoli segnali, marionette e mediatori
Persino per Lukashenko questa guerra sta durando troppo. Il presidente Zelensky ha dichiarato di escludere la riammissione della Crimea e di essere pronto a considerare un trattato di pace. Tutti segnali (forse) di una mediazione possibile.
| Cronaca
Piccoli segnali, marionette e mediatori
Persino per Lukashenko questa guerra sta durando troppo. Il presidente Zelensky ha dichiarato di escludere la riammissione della Crimea e di essere pronto a considerare un trattato di pace. Tutti segnali (forse) di una mediazione possibile.
| Cronaca
AUTORE: Fulvio Giuliani
Certo che se anche le marionette cominciano a ribellarsi alle parole d’ordine del burattinaio qualcosa vorrà pur dire. Il presidente bielorusso Aleksander Lukashenko, leggendario cameriere di Vladimir Putin, che pronuncia la parola “guerra” in Ucraina, aggiungendo che la “guerra” – ripetiamolo – sta durando troppo, appare ‘indipendente’ in modo persino eccessivo e sospetto per risultare credibile.
La domanda è: può un uomo che deve la sua esistenza politica (e forse la sopravvivenza) esclusivamente allo zar concedersi una simile libertà concettuale ed espressiva, senza consultarsi e chiedere il permesso al boss? Altamente improbabile, a meno di non immaginare un rapido declinare delle fortune dello stesso Lukashenko.
Da qui a scommettere che Putin stia mandando segnali di disponibilità alla trattativa, per il tramite di uno dei suoi più fidi scherani, ce ne passa, ma i segnali vanno colti.
Anche quelli minimi, in particolare quando tutto sembra condannarci a una claustrofobica sensazione di trappola senza uscita. Così come l’indiretta ammissione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di essere pronto a considerare un trattato di pace, che escluda la riammissione al suo Paese della Crimea, occupata dai russi nel 2014. Non l’ha detto, ma lo ha implicitamente riconosciuto ieri, come si fa quando vuoi parlare al nemico senza concedergli eccessivi spazi di manovra o l’idea di una resa.
Segnali, piccoli, per carità. Quasi dispersi, in un mare di tragedie e assurdità che ci arrivano quotidianamente dai fronti ucraini. Per arrivare a un cessate il fuoco, però, bisogna acconciarsi a trattare con chi c’è e – nel caso – concedere la patente di mediatori anche a personaggi improponibili come Lukashenko.
Stiamo correndo un po’ troppo, ce ne rendiamo perfettamente conto, ma è per ribadire il concetto che una trattativa senza mediatori non si fa, ricordando come dalle prime settimane abbiamo sempre sottolineato che questo ruolo inevitabilmente non potrà essere né dell’Unione Europea né più in generale del fronte occidentale. Non si tratta di cattiva volontà o chissà quali disegni, ma del dovere morale e pratico di mantenere il punto contro Putin e sostenere materialmente l’Ucraina, nel suo momento più drammatico. Il mediatore va trovato, (quasi) ovunque e chiunque esso sia.
di Fulvio Giuliani
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
Olimpiadi Milano-Cortina 2026, le vostre opinioni
04 Febbraio 2026
Mancano solo 48 ore al via delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Ecco cosa rappresenta pe…
Ylenia Musella, uccisa dal fratello per la musica ad alto volume
04 Febbraio 2026
Una lite casalinga per futilissimi motivi tra due fratelli, poi l’accoltellamento di Ylenia Musell…
Scontri Askatasuna, domiciliari per presunto aggressore del poliziotto. Il 22enne: “Non ho spinto nessuno”
04 Febbraio 2026
Scontri Askatasuna: arresti domiciliari per Angelo Simionato, 22enne originario della provincia di…
Niscemi e il rischio che diventi una delle tante città fantasma
03 Febbraio 2026
Gennaio 2026, Niscemi, nel cuore della Sicilia. Una frana enorme si apre come una ferita sotto il…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.