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title: "Viva il presepe!"
description: Il presepe non si impone e non si vieta, il presepe semmai si spiega. Si racconta perché in tante case i “pastori“ si siano tramandati 
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date: 2023-12-21
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza]
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# Viva il presepe!

![presepe](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-754.jpg)

Il presepe non si impone e non si vieta, il presepe semmai si spiega. Si racconta perché in tante case i “pastori“ si siano tramandati

**La proposta di legge per vietare il divieto di presepe a scuola** (avanzata da Fratelli d’Italia) è il classico provvedimento nato **per cavalcare un sentimento** e provare a normare - in modo quantomeno superfluo - aspetti della vita in comunità che** è sempre meglio lasciare all’iniziativa privata e alla sensibilità delle persone.**

**Chi scrive è napoletano, ama il presepe da sempre, una parte del Natale felicemente irrinunciabile.** Sono un fiero erede della tradizione presepiale partenopea, insomma. Intendiamoci, non un granché… al massimo mi sono divertito a decorare qualche montagna di cartapesta o a realizzare dei modesti sfondi scenografici, **eppure è sempre stato un modo anche di onorare il passato.**

Sia quello della mia città d’origine, **in cui nel XVIII secolo il presepe assurse a vera e propria forma d’arte, sia familiar**e. Il presepe lo facevo con mio padre e - qui il discorso si fa interessante considerato il punto di partenza di questa breve riflessione - ho conosciuto poche persone più laiche o comunque poco interessate alla vita di Chiesa e ai dogmi come lui. **Amava il presepe - lo ama tuttora - per storia e tradizione.**

**Il presepe è la Natività**, questo lo abbiamo imparato sin da bambini insieme alla storia della felice intuizione di San Francesco, **ma è anche una materia perennemente plasmabile**. Vivente. Come si vede in foto, nel Settecento a Napoli i grandi artisti trasformarono le rappresentazioni con al centro la nascita di Gesù (il trionfo sul paganesimo, tradizionalmente rappresentato da un tempio romano diroccato) **in vere e proprie istantanee della vita di allora.**

**Erano affreschi in 3D, diorami della Napoli borbonica, con il suo perenne ondeggiare fra i fasti di una corte all’epoca all’avanguardia in Europa e l’assoluta disperazione di una plebe abbandonata spesso alla miseria**. Il presepe tradizionale napoletano è questo e ancora oggi non si commette alcun peccato di lesa maestà nel comprare la statuetta di Diego Armando Maradona, della regina Elisabetta o di Maurizio Costanzo insieme al pastorello, il mugnaio, la lavandaia, ma anche il pizzaiolo, il pescivendolo, l’imbroglione delle tre carte e così via.

**Il presepe non si impone e non si vieta, il presepe semmai si spiega.** Si racconta perché in tante case i “pastori“ si siano tramandati di generazione in generazione. **Magari scheggiati, incollati alla bell’e meglio, sono un po’ come le statuette dei Lari latini, le divinità della casa.** Posseggo qualche personaggio del presepe da quarant’anni e mi hanno seguito in diverse città e diversi traslochi.

**Lasciamo libera le persone di scegliersi le proprie passioni, le tradizioni da onorare e magari abbandonare**. C’è spazio per tutto e tutti, nel massimo rispetto di un pezzo di storia del nostro Paese. Buon Natale e ricordate che il bambinello nella mangiatoia va obbligatoriamente fatto porre al più giovane in casa… Viva il presepe!

di *Fulvio Giuliani*

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