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title: Prima della politica, dopo la politica, il senso di comunità
description: "Torino: c’è una immagine, che più di tutte racconta l’abisso di distanza da chi in piazza è sceso per distruggere e chi ha rischiato la vita."
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date: 2026-02-01
author: Annalisa Grandi
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categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Italia, polizia]
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# Prima della politica, dopo la politica, il senso di comunità

![Politica](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/02/Politica-1024x639.jpg)

Torino: c’è una immagine, che più di tutte racconta l’abisso di distanza da chi in piazza è sceso per distruggere e chi ha rischiato la vita per fare il proprio dovere

Nella barbarie di quello che è successo sabato a Torino c’è una immagine, che più di tutte racconta l’abisso di distanza da chi in piazza è sceso per distruggere e aggredire e chi, in strada, ha rischiato la vita per fare il proprio dovere. È l’istantanea che immortala il momento in cui Alessandro Calista, il poliziotto di 29 anni aggredito a calci, pugni e martellate, viene soccorso da un suo collega.

Lo solleva, lo protegge con lo scudo, gli tiene la testa. Lo sorregge mentre si allontanano da quelli che definire manifestanti sarebbe un insulto a chi manifesta veramente. Erano violenti, erano criminali, ed è un film che purtroppo avevamo già visto praticamente ogni volta che dimezzo c’è chi dietro la bandiera di Askatasuna mette a ferro e fuoco le città. È successo ogni volta, ogni volta che sono scesi in piazza. Per questo ieri era enorme il dispiegamento di forze dell’ordine. Enorme ma evidentemente non sufficiente, dato il film dell’orrore che è comunque andato in scena.

Quel video, il filmato di quell’agente accerchiato e massacrato, come un uomo solo contro il branco, è qualcosa che rimane impresso. Non ha estratto l’arma, in pratica non si è difeso. Perché se l’avesse fatto, se avesse sparato, oggi saremo a dover ascoltare ben altri discorsi. Non ha estratto l’arma ed è stato massacrato. Solo, senza il casco, massacrato come solo i vigliacchi possono fare.

E poi c’è quel gesto, quello del collega che si stacca dal resto del reparto, che va a proteggere chi è rimasto solo contro la violenza cieca. Che gli fa da scudo. L’orrore, e l’umanità, a distanza di pochi secondi. I criminali, e lo Stato. In quella foto c’è tutta la differenza. Un abisso di differenza.

Di *Annalisa Grandi*
