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title: "Processo Giulia Cecchettin, Filippo Turetta in aula ammette la premeditazione: “Ho mentito, voglio raccontare tutto”"
description: "“Ho mentito, voglio raccontare tutto quello che è successo”, a pronunciare tali parole è Filippo Turetta nell'aula della Corte d'Assise"
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date: 2024-10-25
modified: 2024-10-26
author: Filippo Messina
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categories: [Cronaca]
tags: [giustizia, Italia]
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# Processo Giulia Cecchettin, Filippo Turetta in aula ammette la premeditazione: “Ho mentito, voglio raccontare tutto”

![Filippo Turetta in aula](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Filippo-Turetta-in-aula.jpg)

2024-03-07 15:14:21

2024-03-07 14:14:21

“Mi sono immedesimato nei genitori di Filippo Turetta diverse volte… Darei loro un abbraccio”. A pronunciare queste toccanti parole è Gino Cecchettin, padre di Giulia

“Mi sono immedesimato nei genitori di Filippo Turetta diverse volte, anche perché sono molto razionale… Darei loro un abbraccio. Non li posso giudicare, stanno vivendo un dramma più grande del mio. Io cercherò di tornare a sorridere, ci sono già riuscito, ho amici e figli fantastici; loro faranno più fatica, saranno sempre i genitori di un omicida. Hanno tutta la mia comprensione”. A pronunciare queste toccanti parole è Gino Cecchettin - presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ospite della terza edizione di Obiettivo 5, il campus di formazione per l’equità e l’inclusione - padre di Giulia, uccisa lo scorso 11 novembre dall’ex fidanzato Filippo Turetta.

Gino Cecchettin ha ricordato sua figlia Giulia nel libro “Cara Giulia” (Rizzoli, 2024), uscito pochi giorni fa. “Questo applauso spero sia per Giulia”, le parole di Gino dopo essere salito sul palco, che prosegue: “Non sono riuscito a trattenere le lacrime entrando perché era una studentessa come voi. Era una ragazza fantastica. Ho pensato di scrivere un libro perché restasse una memoria di Giulia. Ha sempre raccolto l’essenza dell’amore, altruista verso chiunque avesse un minimo di bisogno, dalla famiglia a chi avesse difficoltà, si prodigava, voleva essere utile. Il libro è perché Giulia resti”.

Gino Cecchettin torna a parlare del dramma che ha vissuto l’ultimo giorno che ha visto sua figlia Giulia: “Una giornata ordinaria - racconta - è diventata l’ultima giornata con mia figlia, vissuta come tutti i giorni. Innestiamo il pilota automatico, tutti dobbiamo fare tante cose e non poniamo attenzione ai secondi preziosi che viviamo accanto ai nostri figli. Non ricordo nulla di quel sabato se non quando ho iniziato a chiedermi, dov’è mia figlia? Perché non torna? La vita va vissuta costantemente ponendo l’attenzione ai minimi dettagli, questo ho imparato. Dovremmo assaporare ogni secondo, ogni giorno, da quando ci alziamo”.

di Filippo Messina

Gino Cecchettin: “Abbraccerei i genitori di Filippo Turetta, vivono un dramma più grande del mio”

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2024-03-08 10:23:29

2024-03-08 09:23:29

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2023-11-24 18:54:13

2023-11-24 17:54:13

I fan di Filippo Turetta: incredibile ma vero, sui social proliferano gruppi (vere e proprie fanpage) a favore del 22enne che ha brutalmente ucciso l’ex fidanzata Giulia Cecchettin

Ogni volta che si pensa di essere arrivati al peggio e che nulla potrebbe mai superarlo, puntuale arriva una smentita. Accade che su Facebook vengano creati gruppi a favore di Filippo Turetta, il 22enne che ha brutalmente ucciso l’ex fidanzata Giulia Cecchettin: un delitto che lo stesso giudice per le indagini preliminari ha definito “di inaudita ferocia”.

Si tratta di una persona pericolosa che, qualora tornasse libera, potrebbe uccidere ancora.

Nonostante ciò proliferano sul web vere e proprie fanpage dell’assassino (così potremmo tristemente definirle). E quando vengono eliminate, a causa delle numerose segnalazioni, a crearne di nuove sono sufficienti qualche click e una grande dose di idiozia.

“Filippo Turetta bravo ragazzo”, “Le bimbe di Filippo Turetta”: questi i nomi di gruppi che nel giro di poche ore arrivano a contare centinaia di iscritti.

Già l’idea stessa di community del genere suscita un notevole grado di disgusto, ma questo aumenta quando al loro interno si possono leggere frasi come “Il leone è in gabbia ma non muore” oppure “Povero Fili, chissà quante te ne faranno passare ingiustamente”.

La maggior parte degli idioti che aderiscono e scrivono a tali gruppi lo fanno tramite account falsi, ma si tratta comunque di persone vere, che vanno individuate e se, nel caso, perseguite. Cancellare le fanpage (per poi trovarsene poco dopo tante altre nuove) non basta. Occorre che queste persone ignoranti e crudeli rispondano personalmente delle loro azioni.

 

di Filippo Messina

I fan di Filippo Turetta

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2023-11-24 18:54:13

2023-11-24 17:54:13

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9926

2023-11-20 08:00:51

2023-11-20 07:00:51

La morte di Giulia Cecchettin è un peso per tutti. Si torna sempre allo stesso punto: il rifiuto del rifiuto. Il rifiuto della realtà. La negazione della libertà dell’altro

Senti che qualcosa devi scrivere su questa storia allucinante, inconcepibile. Dolorosa fino a lacerarti.

Anche a distanza, la morte di Giulia è un peso per tutti. Lo schermo del computer è come un foglio bianco: sembra di essere tornati a scuola, quando proprio non ti usciva nulla, non sapevi come cominciare quel maledetto tema. Eppure l’argomento lo conoscevi, ritenevi - se non di dominarlo - almeno di poterlo sviluppare, ma nulla… il foglio restava ostinatamente bianco.

L’abbiamo scritto, l’abbiamo riscritto, sottolineato, richiamato, esclamato e siamo sempre qui. Questo femminicidio ha una sua specificità atroce, un tasso di incredulità che arriva a vette mai concepite, è un fatto. Scritto tutto questo, se si ha la forza e la capacità di provare ad analizzare la sostanza, si torna sempre allo stesso punto: il rifiuto del rifiuto. Il rifiuto della realtà. La negazione della libertà dell’altro. L’affermazione del possesso come ragion d’essere di esseri immondi.

L’annullamento di qualsiasi sentimento - non veniteci a parlare di ‘amore’, perché il senso di spaesamento cederebbe al vomito - sull’altare della ‘proprietà’ malata.

Non mi interessano i racconti sempre uguali, gli uomini (in questo caso il ragazzo) descritti regolarmente come “insospettabili”, al pari dell’”incomprensibile” esplosione belluina di rabbia e violenza.

Quante volte ci siamo dovuti sorbire il refrain “è un bravo ragazzo“, “non ce lo riusciamo proprio a spiegare“, “lei era come nostra figlia“. Queste frasi, nella loro raggelante ritualità (per quanto involontaria, si intende), mettono a nudo uno degli aspetti più drammatici: non riusciamo a capire in famiglia - tanto per cominciare - cosa dire e come fare per insegnare con durezza e senza sconti ai nostri figli che non c’è spazio alcuno per il minimo cedimento. Non si può concedere niente, neppure una voce dal tono troppo alto, figurarsi le minacce o le mani addosso.

“Nel matrimonio, nella vita di coppia, succede di litigare…”: a questa banalità, dovremmo abituarci di avere sempre la capacità di aggiungere una lezione sul valore del rispetto. Sull’intangibilità della persona. Altrimenti meglio star zitti.

Non basta più - in un mondo che ha visto cambiare radicalmente i rapporti fra generi e generazioni - rifarsi alla “buona educazione“, ritenendo di aver fatto il nostro. Dobbiamo esplorare, dobbiamo capire, dobbiamo sondare il grado di maturità affettiva dei nostri figli e delle nostre figlie. Spingerli a parlare, non temere di esporsi, dimostrare le proprie debolezze, prima che si trasformino in demoni. Alle donne, alle nostre ragazze, va ribadito che il concetto dell’ultimo appuntamento va bandito. Per sempre. Non ne possiamo più di “ultimi appuntamenti“. Quando è finita è finita, non è necessario spiegare null’altro.

E le famiglie la smettano di girarsi dall’altra parte, perché è successo tante volte e francamente siamo stufi.

 

di Fulvio Giuliani

Il buio nell'anima

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2023-11-20 08:00:51

2023-11-20 07:00:51

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