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title: Quasi 20mila beni confiscati attendono un nuovo utilizzo
description: Quasi 42mila beni confiscati, di cui 19.871 ancora in attesa di un nuovo utilizzo. Sono i numeri dell’ultimo report di Libera
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date: 2024-03-18
modified: 2024-03-19
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/quasi-20mila-beni-confiscati-attendono-un-nuovo-utilizzo/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Italia, politica]
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# Quasi 20mila beni confiscati attendono un nuovo utilizzo

![Beni confiscati](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-979-1024x639.jpg)

Quasi 42mila beni confiscati, di cui 19.871 ancora in gestione, cioè in attesa di un nuovo utilizzo. Sono i numeri impressionanti dell’ultimo *report* di Libera

**Quasi 42mila beni confiscati, di cui 19.871 ancora in gestione, cioè in attesa di un nuovo utilizzo. Sono i numeri impressionanti dell’ultimo *report* di Libera** (la rete di associazioni antimafia) sui beni sottratti alla criminalità organizzata in tutta Italia.** Immobili, terreni, aziende di cui lo Stato ha preso il possesso sottraendoli ai *clan***. Un patrimonio enorme, dal grande valore simbolico ma soprattutto materiale, che però molto spesso rimane bloccato per anni e finisce in rovina divenendo un costo. **A livello geografico il maggior numero di beni confiscati si trova in Sicilia**, dove ci sono oltre 7mila immobili sottratti alla mafia. **Seguono Calabria e Campania, con oltre 3mila beni mentre al Nord la cifra più elevata si trova in Lombardia con quasi 1.600 confische**. Potrebbero essere destinati ad associazioni, alla gestione dell’emergenza abitativa, a progetti sociali. **Solo che non sempre succede.**

**Intanto, fra il provvedimento di sequestro, quello di confisca e quello di assegnazione passano anni.** E questo significa anni di abbandono, ville, case e interi palazzi che restano lì anche per un decennio. **Che finiscono vandalizzati, occupati.** Oppure che – quando va bene – semplicemente sono lasciati a loro stessi, cadendo a pezzi. **Con il risultato che rimetterli a posto comporta un ulteriore sforzo economico.** Fra l’altro nell’agosto del 2023 è stato cancellato dal Pnrr quello che avrebbe dovuto essere il più grande investimento di sempre per la valorizzazione di questi beni. **Parliamo di 300 milioni di euro stanziati a fine 2021 e per i quali era stata già pubblicata la graduatoria di conferimento fondi agli Enti locali.** Soldi spariti insieme ai progetti che con quei fondi avrebbero dovuto prendere vita.

**Eppure parlare di beni confiscati e mostrare come vengono riutilizzati sarebbe un formidabile *spot*.** Solo che, a fronte di tanti esempi virtuosi, ce ne sono altrettanti che virtuosi non lo sono affatto**. C’è una categoria di immobili che risultano confiscati e che però di fatto non sono ancora nelle mani dello Stato: ville o interi palazzi** – fatti costruire con soldi riconducibili alla criminalità organizzata – tuttora abitati da chi già ci viveva quando fu stabilita la confisca.** Esempio concreto di come lo Stato fatichi a riprendere il possesso di ciò che in effetti dovrebbe essere diventato suo**. Realtà complesse per cui servono risorse – in uomini e mezzi – che non ci sono. Ci sarebbe per questo l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ma è una struttura relativamente giovane (istituita nel 2010) che non ha a disposizione gli strumenti necessari per far fronte all’enorme mole di beni confiscati negli ultimi anni. **Per dare un’idea: nel 2015 erano intorno ai 13mila, oggi sono più che triplicati. **È chiaro che sono necessarie misure diverse. Anche perché si tratta di un patrimonio immenso, che rappresenta la vittoria della legalità sull’illegalità. E che non può essere lasciato a marcire.

di *Annalisa Grandi *
