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title: "Ravenna, non paga le bollette: il giudice manda via di casa il figlio 31enne"
description: "Il caso a Ravenna: il “mammone” non contribuiva alle spese domestiche. Lo ha deviso il tribunale dopo la denuncia della madre"
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date: 2026-04-02
author: Angelo Annese
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categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Italia]
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# Ravenna, non paga le bollette: il giudice manda via di casa il figlio 31enne

![Ravenna](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/04/Ravenna-1024x639.jpg)

Il caso a Ravenna: il “mammone” non contribuiva alle spese domestiche. Dopo la denuncia della madre il tribunale stabilisce la fine del mantenimento e lo obbliga a lasciare l’abitazione

**“Questa casa non è un albergo”. A sancirlo è una sentenza del tribunale di Ravenna** ([città](https://comune.ravenna.it/) dell'[Emilia-Romagna](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/allerta-rossa-in-emilia-romagna-a-modigliana-il-fiume-e-esploso-peggio-dell-alluvione-del-2023/)) che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso di una madre esasperata dal comportamento del figlio. Protagonista della vicenda **un 31enne del ravennate che dovrà lasciare l’abitazione entro il prossimo 30 giugno e provvedere autonomamente al proprio sostentamento**. “Condannato” dunque a vivere da solo. 

**Il giudice Adriana Forastiere ha infatti esonerato la donna dall’obbligo di mantenimento nei confronti del figlio**. Quest’ultimo dovrà anche farsi carico delle spese legali sostenute dalla madre, pari a circa 3mila euro. 

**Dietro questa sentenza** – come racconta il *Corriere della Sera* – **si cela una situazione familiare diventata ormai insostenibile**. Secondo quanto riferito dalla madre, il figlio non rispettava le regole base della convivenza e si rifiutava di contribuire alle spese domestiche, arrivando a non pagare nemmeno le bollette.

**La donna, proprietaria esclusiva dell’immobile, ha deciso quindi di rivolgersi al tribunale**. Prima dell’avvio del procedimento giudiziario, il figlio lavorava come cameriere con un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio netto di circa 1.400 euro mensili. Durante la causa, però, ha ben pensato di licenziarsi, nella speranza (vana) di poter continuare a beneficiare dell’obbligo di mantenimento. Il giudice ha però ritenuto che, a 31 anni, l’uomo abbia raggiunto un’età tale da presumere una piena capacità lavorativa e una possibile autonomia economica. Inoltre, il licenziamento volontario, senza un’effettiva ricerca di un nuovo impiego, non è stato considerato un motivo valido per far rivivere l’obbligo di mantenimento.

**Secondo il tribunale, l’uomo potrà eventualmente essere ritenuto meritevole di tutela, ma non più del mantenimento economico da parte della madre**. Dovrà quindi attivarsi per trovare un lavoro adatto alle proprie competenze e provvedere in autonomia alle proprie esigenze. La sentenza, seppur di primo grado, sancisce che – in presenza di queste condizioni – il genitore non è più tenuto a garantire al figlio adulto né il mantenimento né la permanenza nell’abitazione familiare.

di *Angelo Annese*
