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title: Reti rotte
description: La tragedia di Ravanusa lascia tutti sbigottiti e non solo per la dimensione dell’accaduto e il terribile bilancio arrivato a 7 morti.
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date: 2021-12-14
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/reti-rotte/
categories: [Cronaca, Evidenza]
tags: [Italia]
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# Reti rotte

![Reti rotte](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Ravanusa.png)

La tragedia di Ravanusa lascia tutti sconvolti per la dimensione dell’accaduto e il terribile bilancio arrivato a 7 morti. Il tema delle infrastrutture italiane è doloroso e annoso al tempo stesso.

**La tragedia di Ravanusa** lascia sbigottiti per la dimensione dell’accaduto, il terribile bilancio arrivato, quando andiamo in stampa, a **7 morti** e **le testimonianze di chi scava da domenica** nel tentativo prima di trovare dei sopravvissuti e poi solo per la pietosa opera di recupero dei resti delle vittime. «**Sembrava Beirut**», la sintesi più efficace raccolta fra chi abitava in quel raggio di 400 metri letteralmente raso al suolo o nell’area limitrofa.

**La Procura di Agrigento** è solo all’inizio del suo lavoro e in questa fase sarebbe sconsiderato, più che imprudente, lanciarsi in ipotesi o valutazioni che non ci competono. Basandosi sui rilievi e sulle dichiarazioni dei **Vigili del Fuoco** nelle prime ore dopo l’accaduto, comunque, sembra altamente probabile che a causare il disastro sia stata una ‘**bolla di gas**’ formatasi al di sotto delle palazzine sbriciolate dalle esplosioni. Non stiamo parlando di casi che la cronaca ben conosce, in cui l’imprudenza o l’imperizia umana fanno da innesco a tragici avvenimenti. Non c’erano – a quanto è dato sapere – caldaie difettose o bombole incautamente utilizzate, come testimoniato peraltro dalla stessa portata dell’esplosione e dalle sue immani conseguenze.

**Bisognerà approfondire per capire**, ma solo una consistente perdita di gas e un suo accumulo può – a rigor di logica – aiutare a capire cosa possa essere accaduto. La società che gestisce gli impianti in zona, la **Italgas**, ha immediatamente sottolineato di aver controllato la rete sia nel 2020 che quest’anno e non abbiamo motivo alcuno per dubitare della veridicità dell’affermazione e della serietà dei controlli effettuati. Eppure, **in attesa che la magistratura faccia il suo lavoro con l’ausilio dei tecnici**, non basta capire come sia potuta accadere una simile tragedia. Si resta attoniti, infatti, dall’**atroce beffa** di un sistema di gestione, controlli e costi che evidentemente non funziona. **Con conseguenze potenzialmente disastrose**.

Nella bolletta energetica italiana la quota che paghiamo per **il costo dell’energia vero** e proprio non arriva alla metà – per l’esattezza al 45% – mentre il 25% se ne va in **imposizione fiscale, fra Iva e accise**. Manca all’appello un 30%, che è determinato dai cosiddetti ‘**oneri generali**’. **Sono le spese di manutenzione dell’infrastruttura**, compresa la rete di distribuzione locale e la gestione dei contatori. In questo 30% ricadono anche **i contributi per le energie rinnovabili**, ma riflettendo su **Ravanusa** quello che vogliamo richiamare è **l’assoluta (e tragica) incongruenza fra l’esborso richiesto al cittadino-cliente e la qualità del servizio**. Quest’ultimo non può certo prescindere dalla prevenzione e da una cura che si vorrebbe maniacale della sicurezza.

Il tema delle **infrastrutture italiane**, del resto, è doloroso e annoso al contempo: si pensi all’irrisolto problema della **rete idrica**, che determina **spaventosi sprechi** del bene più prezioso in assoluto. Così, mentre proviamo un gusto perverso nel litigare sul concetto filosofico di ‘**acqua pubblica**’, **ne sprechiamo quantità indicibili** – con punte sconfortanti proprio in **Sicilia** – perché **nessuno bada alla rete**.

Il motivo? Brutalmente detto, perché non se ne trae alcun vantaggio economico. Alla faccia del **bene pubblico**. I casi restano diversi e non sovrapponibili, ma riportano ciascuno alla cura delle reti energetiche, alla gestione delle risorse e alle scelte da operare per calmierare per quanto possibile i costi a carico del cittadino. Da quelli più banali in bolletta – per i quali converrebbe far scendere la quota destinata al fisco piuttosto che inseguire vanamente le fluttuazioni del prezzo delle materie prime – sino ai più insopportabili in termini di vite umane e danni materiali. Causati da **una gestione delle infrastrutture** che troppe volte appare inadeguata e datata come le reti stesse.

 

di *Fulvio Giuliani*
