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Rogoredo, una sconfitta per tutti

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Abderrahim Mansouri, 28enne marocchino: è questo il nome della vittima uccisa lunedì sera a Milano durante un controllo antidroga nei pressi del “boschetto di Rogoredo”

Rogoredo

Rogoredo, una sconfitta per tutti

Abderrahim Mansouri, 28enne marocchino: è questo il nome della vittima uccisa lunedì sera a Milano durante un controllo antidroga nei pressi del “boschetto di Rogoredo”

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Rogoredo, una sconfitta per tutti

Abderrahim Mansouri, 28enne marocchino: è questo il nome della vittima uccisa lunedì sera a Milano durante un controllo antidroga nei pressi del “boschetto di Rogoredo”

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Abhderraim Mansouri, così si chiama il 28enne marocchino ucciso lunedì sera a Milano durante un controllo anti-droga vicino al boschetto di Rogoredo, di fatto la piazza di spaccio più vasta della città. Una zona che nonostante i ripetuti controlli rimane di fatto un buco nero, con un continuo via vai di persone che vanno a comprare la droga anche in pieno giorno.

Tutto sarebbe avvenuto mentre due agenti in borghese stavano fermando un presunto spacciatore: Mansouri si sarebbe avvicinato ai poliziotti puntando contro un’arma, una riproduzione della Beretta in dotazione proprio alle forze dell’ordine, rivelatasi poi a salve. Non si sarebbe fermato all’alt degli agenti, e uno di loro – che ora risulta indagato per omicidio volontario – ha fatto fuoco. Da un distanza pare di venti-trenta metri. Il 28enne è stato colpito alla testa, ed è morto praticamente sul colpo. “Ho avuto paura, non pensavo di averlo ucciso” ha detto l’agente. La vittima aveva diversi precedenti penali: spaccio, resistenza a pubblico ufficiale, rapina e lesioni, era ritenuto uno dei capi della che gestisce lo spaccio in zona. Non aveva mai chiesto il permesso di soggiorno, e aveva diversi alias.

Negli ultimi due mesi era stato denunciato per spaccio e ricettazione. Su quanto avvenuto lunedì sera ovviamente è in corso l’indagine. Al di là delle reazioni politiche, di certo c’è che quella zona è da anni un abisso di degrado, illegalità e disperazione. Di ragazzi anche giovanissimi disposti a tutto per una dose, di venditori di morte disposti a tutto per proteggere i loro traffici. Una zona che tra l’altro si trova a pochissimi passi dalla nuovissima Arena costruita a Santa Giulia per le Olimpiadi. Un contrasto allucinante, due mondi opposti a pochi passi. E una realtà che da anni è così è che sembra inestirpabile, a ogni operazione di polizia gli spacciatori semplicemente si spostano. Una sconfitta per la città, una sconfitta per tutti

di Annalisa Grandi

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