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title: Selfie di una certa Italia
description: Le raccapriccianti richieste di un selfie a Maria De Filippi nella camera ardente del Maurizio Costanzo, morto da pochi giorni.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-30-7.png
date: 2023-02-27
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/selfie-di-una-certa-italia/
categories: [Cronaca]
tags: [Evidenza, Italia, social media]
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# Selfie di una certa Italia

![Maria De Filippi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-30-7.png)

Le sconcertanti richieste di selfie a Maria De Filippi nella camera ardente di Maurizio Costanzo, morto da pochi giorni

Come si fa? Sembra un episodio minimo, tutto sommato insignificante, figlio dei tempi. Eppure, **dietro quell’orrido selfie chiesto a Maria De Filippi, vedova di Maurizio Costanzo, nella camera ardente del marito allestita in Campidoglio c’è un universo di indifferenza**. Non basta, allora, chiedersi: “come si fa?“.

Un po’ perché le risposte le conosciamo già, un po’ perché a queste non possiamo rassegnarci. Abituarci, piegarci alla vacuità di gesti e consuetudini. Ne abbiamo scritto ieri, soffermandoci sulla volgarità dilagante, sulla voglia e il bisogno di avere costantemente un obiettivo nel mirino, qualcuno da offendere, dileggiare, insultare per segnalare la propria esistenza. Per dire a se stessi di essere vivi.

**Quel selfie è un’altra faccia della stessa medaglia, apparentemente innocente, ma invadente sino alla violenza.** Un mondo in cui non si va a rendere omaggio a una persona appena scomparsa, ma ci si mette pazientemente in fila a una camera ardente ben sapendo che si potranno incrociare dei volti noti, dei "Vip". Buoni per una bella storia Instagram, un post e una manciata di like. Questo conta, il resto è fastidioso orpello.

**Pazienza che per un selfie surreale si metta in grave imbarazzo una persona - qualunque persona - quando dovrebbe essere solo confortata e lasciata in pace. Che volete che importi, davanti al selfie di una vita, al racconto che se ne farà?**

Le cose non accadono quasi mai da sole o per caso, quello del Campidoglio è lo stesso Paese in cui due ragazzine, per pura invidia e noia, non si accontentano di sparlare della compagna di classe troppo brava e magari troppo carina. No, le tendono un agguato forbici alla mano per farle del male, magari ucciderla. Lo fanno con assoluta naturalezza e indifferenza per le conseguenze. Non vengono da famiglie disagiate, non sono il frutto del degrado, sono il **frutto di un’educazione che se n’è andata a ramengo**, di un mondo in cui da quando sono nate - loro, come la ragazza del selfie - hanno solo sentito parlar male di chiunque abbia fatto qualcosa di buono.

**Si sono sentite ripetere che il successo e il merito sono una colpa e la competizione sana un imbroglio. Che in TikTok e Instagram si possono fare i soldi e la vita è lì, fra imbarazzanti imitazioni di quart’ordine della vita dei ricchi e famosi.**

È tutto un selfie a una certa Italia.

Di *Fulvio Giuliani*
