---
title: Selvaggia Lucarelli evita le domande sulla morte della ristoratrice Pedretti
description: Selvaggia Lucarelli evita le domande sulla morte della ristoratrice Pedretti e deserta i giornalisti dopo la presentazione di un libro.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Selvaggia-Lucarelli-evita-le-domande.png
date: 2024-01-17
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/selvaggia-lucarelli-evita-le-domande-sulla-morte-della-pedretti/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza, social, viral]
---

# Selvaggia Lucarelli evita le domande sulla morte della ristoratrice Pedretti

![Selvaggia Lucarelli evita le domande](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Selvaggia-Lucarelli-evita-le-domande.png)

9926

2024-01-15 07:48:20

2024-01-15 06:48:20

La morte della titolare della pizzeria lombarda. Ogni notizia di cronaca diventa quasi automaticamente un'occasione per provare a costruire la notizia virale sui social e non solo

Prudenza, equilibrio, calma, contare fino a 100 se necessario. Tutte norme di banale buon senso che quando ho cominciato a fare questo mestiere costituivano puri comandamenti. 

Venivano inculcati dai direttori, dai caporedattori, in sostanza da chiunque avesse più esperienza del giovane giornalista o cronista per natura ed età un po’ “garibaldino“. 

Oggi sembra che si siano completamente persi questi riferimenti. Ogni notizia di cronaca, anche la più ripetitiva e quella in tutta franchezza meno clamorosa, diventa quasi automaticamente un’occasione per provare a costruire la notizia “virale“ (senza badare alla sostanziale negatività etimologica del termine).

Il fatto di cui tutti parleranno e su cui tutti sentiranno di dover dire qualcosa. Pericoloso, pericolosissimo.

La vicenda è tutta da chiarire e non aggiungerò una parola (sarebbe in ogni caso imprudente, appunto) sulla morte della titolare della pizzeria lombarda assurta agli “onori” di Tv, giornali e online per una vicenda legata a una presunta recensione contro clienti gay e disabili. Questa stessa recensione è stata poi messa pesantemente in discussione in rete, in un meccanismo infernale che ben conosciamo. 

La vicenda, tragica di suo, imporrebbe a tutti un severo esame di coscienza. Tanto per cominciare a tutti quelli che hanno pensato di emettere sentenze, di sapere con assoluta e granitica certezza cosa fosse accaduto, dove fossero i torti e le ragioni. Le vergogne reali e quelle presunte.

A me non interessa proprio niente di quella recensione, perché davanti alla morte ci si ferma. Punto. 

Il lutto e il dolore dovrebbero essere anche un’occasione di riflessione, in un mondo che ha smesso di ragionare, di pensare, di valutare e - come scrivevamo in apertura - di contare se necessario fino a 100 o molto di più quando necessario. Prima di rischiare di distruggere le persone, quand’anche avessero commesso degli errori. Invece è tutta una corsa al giudizio, al dito puntato. In una sorta di imperativo categorico che tanta gente in rete non sembra avere gli strumenti per contrastare. In poche parole: ma chi credete di essere?

Non parlo solo di giornalisti, opinionisti e influencer, per carità. Parlo della moltitudine che finisce per costruire quella pressione talvolta del tutto insostenibile. 

In particolar modo per chi non vi è preparato, formato, magari abituato. Fa fatica Chiara Ferragni, figurarsi una persona “normale”. Potrà avere sbagliato, forse no e magari non lo sapremo mai. Di sicuro una donna è morta in circostanze che lasciano attoniti, al solo pensiero dell’inferno scatenato dentro di lei da una baraonda alimentata con glaciale indifferenza da tanti.

di Fulvio Giuliani

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

I social e il senso del limite

publish

closed

closed

i-social-e-il-senso-del-limite

2024-01-15 08:17:24

2024-01-15 07:17:24

post

raw

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da La Ragione (@laragione.eu)
