Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Senatur ieri e oggi: un’eccezione riconosciuta dagli italiani

|

Il “Senatur” Umberto Bossi, allora come oggi, era percepito come un politico puro. Molto più di un semplice leader politico

Senatur ieri e oggi: un’eccezione riconosciuta dagli italiani

Il “Senatur” Umberto Bossi, allora come oggi, era percepito come un politico puro. Molto più di un semplice leader politico

|

Senatur ieri e oggi: un’eccezione riconosciuta dagli italiani

Il “Senatur” Umberto Bossi, allora come oggi, era percepito come un politico puro. Molto più di un semplice leader politico

|

Proviamo a chiederci perché la notizia della scomparsa di Umberto Bossi sia stata accolta da un coro unanime e sincero di riconoscenza politica e simpatia umana.
Il fondatore della Lega Nord è stato un politico, oltre che visionario, scaltro e spregiudicato, oggettivamente duro e divisivo.
Per anni ha portato avanti un progetto estremo come quello della secessione. Motivava questa idea senza sbocchi – eppure per una lunga stagione tutt’altro che pellegrina nella testa di milioni di italiani del Nord – con giudizi non di rado sprezzanti sul Paese e i cittadini a sud del Po (pur con sfumature diverse e più dure man mano che si scendeva verso la grande nemica Roma o Napoli).

Eppure, allora come oggi, il senatore era percepito come un politico puro.
Una sorta di eccezione nel panorama dei leader già ai tempi della tumultuosa transizione dalla “prima” alla “seconda” Repubblica. Politici sempre più ossessionati dalla propria immagine, da un culto del comando non di rado fine a se stesso e da un’idea del potere per il potere.
Anche chi lo detestava politicamente e giudicava in modo severo l’uomo ha sempre riconosciuto a Umberto Bossi un disinteresse personale per certi aspetti straordinario.
I suoi stessi modi, la dialettica da finta osteria, l’immaginario costruito su gesti e simboli pescati nell’Italia più popolare, tradizionale e per certi aspetti paesana (in aperto e voluto contrasto, specie nella folgorante stagione degli esordi, con la politica delle grandi città) riflettevano un’idea di immediatezza e sincerità.

Tutto ciò lo trasformò nel giro di pochi mesi in qualcosa di molto più di un semplice leader di partito.


Oggi si riconosce questo, con un’evidente e significativa nostalgia persino per quelle esagerazioni che all’epoca indignarono e preoccuparono tanti.
Considerato il mondo che è venuto dopo e in particolare quello che stiamo vivendo da una decina d’anni a questa parte, anche chi rise a crepapelle o si spaventò per le ampolle del Po, le canottiere e i gestacci oggi vorrebbe tanto poter tornare o occuparsi di quella politica.
Compreso il folclore più estremo, dietro cui Umberto Bossi seppe porre come nessuno la questione settentrionale e costringere il Paese ad affrontarla, modernizzandosi.

Di Fulvio Giuliani

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Leggi anche

19 Marzo 2026
Umberto Bossi se ne va, lasciando dietro di sé una storia lunga, controversa e impossibile da igno…
19 Marzo 2026
Umberto Bossi si è spento a Varese, aveva 84 anni. Il figlio Renzo: “fino all’ultimo fedele ai su…
19 Marzo 2026
E’ nata la fondazione che porta il nome del bimbo, Domenico Caliendo, morto all’ospedale Monaldi i…
18 Marzo 2026
A Torino un bimbo di 11 mesi muore a casa soffocato da un boccone mentre la mamma era in ospedale…

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI

    Exit mobile version