Tempesta Ciaran: i lavori che salvano
| Cronaca
La tempesta Ciaran e l’esondazione del Seveso si contrappongono all’efficienza del Mose. Perché investire nei lavori che salvano è prioritario
Tempesta Ciaran: i lavori che salvano
La tempesta Ciaran e l’esondazione del Seveso si contrappongono all’efficienza del Mose. Perché investire nei lavori che salvano è prioritario
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Tempesta Ciaran: i lavori che salvano
La tempesta Ciaran e l’esondazione del Seveso si contrappongono all’efficienza del Mose. Perché investire nei lavori che salvano è prioritario
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AUTORE: Fulvio Giuliani
La tempesta Ciaran ha investito con tutta la sua violenza non soltanto l’Italia, mietendo vittime e causando gravi danni lungo tutti i Paesi dell’Europa occidentale colpiti in pieno dalla sua forza. I lutti e i gravi danni in Toscana e Veneto non sono pertanto un’eccezionalità italiana ed eccezionale è risultata senza ombra di dubbio la potenza del fenomeno atmosferico.
Detto questo, siamo stanchi oltre ogni limite del doverci ripetere sempre sugli stessi concetti relativi alla mancata cura del nostro territorio. Che sia il modesto Seveso per l’ennesima esondazione a Milano o i ben più preoccupanti corsi d’acqua toscani e veneti esondati nella serata di giovedì, sono troppo evidenti il ritardo complessivo dell’Italia nell’affrontare il dissesto idrogeologico e l’abissale differenza fra le aree interessate da lavori di prevenzione o meno.
È un imperativo civico ‘urlare’ tutta la nostra rabbia e indignazione. Abbiamo una magnifica macchina di soccorso alla popolazione, frutto di decenni di tragiche esperienze, di infiniti lutti e anche di errori, approssimazioni e dilettantismi che oggi apparirebbero del tutto inconcepibili in un Paese che può vantare una delle migliori Protezioni civili al mondo. Sappiamo perfettamente cosa fare e come fare in caso di calamità, tutto il personale interessato – elemento fondamentale nelle ore di emergenza – sa in ampio anticipo quali saranno i propri compiti e possiamo anche contare su volontari altamente preparati. Come sia mai possibile che questo stesso Paese manchi clamorosamente nella prevenzione a lungo termine resta un mistero doloroso.
Anche davanti a esempi lampanti di utilità ed efficienza di grandi opere messe a punto nel tempo, continuiamo a dover sentire il coro degli oppositori per partito preso. Si pensi al Mose, l’ultraventennale storia di un’infrastruttura che ha una sola caratteristica di reale interesse comune: funziona. Eppure, per lustri si sono sprecati i critici apocalittici e ancora oggi, a dispetto della più clamorosa evidenza, taluni continuano a criticare. Quattro anni fa, in questi stessi giorni, Venezia finiva sommersa da un’“Acqua Granda” storica. Giovedì, mentre due regioni venivano piegate dalla furia della tempesta Ciaran, Venezia era all’asciutto. Grazie al Mose.
Progettiamo, programmiamo e realizziamo i lavori ordinari e straordinari necessari al nostro territorio, educhiamo i cittadini alla conoscenza del sistema degli allarmi della Protezione civile (che non deve essere vissuta come un adempimento burocratico, ma come una guida offerta a tutti per i momenti difficili). Come comunità, ricordiamoci anche di chieder conto agli amministratori dei lavori di messa in sicurezza svolti o non svolti.
di Fulvio Giuliani
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