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title: Terremoto, il dramma delle immagini
description: La linea fra il racconto legittimo della cronaca in Turchia e Siria e il voyeurismo è un filo sottile a cui bisogna prestare attenzione
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-1-3.jpg
date: 2023-02-09
author: Ilaria Cuzzolin
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/terremoto-il-dramma-delle-immagini/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza]
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# Terremoto, il dramma delle immagini

![Terremoto e il dramma delle immagini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/02/Evidenza-sito-1-3.jpg)

La linea fra il racconto legittimo della cronaca e il voyeurismo è un filo sottile a cui bisogna prestare attenzione

Nell’immane tragedia del terremoto al confine fra Turchia e Siria **non possiamo non interrogarci sul senso di alcune immagini**. Pugni allo stomaco che smuovono le nostre coscienze: la gioia per un neonato resuscitato dall’inferno, l’angoscia per una mano inerte che sbuca tra le macerie. ***Frame* che stanno facendo il giro di quasi tutto il mondo**, che ci ricordano l’ineluttabilità del destino e che in diversi casi diventeranno il simbolo di questa apocalisse.

Così come lo sono divenuti** il *falling man* delle Torri Gemelle o la piccola vietnamita nuda colpita dal napalm** (tragedie dalla genesi umana).

L’altro giorno ha deciso la forza incontrovertibile della natura e noi possiamo solo raccontare quanto accaduto, ben consapevoli che **le immagini più sono forti** (come la bimba con il volto insanguinato tra le braccia di un soccorritore) e più sono utili a spingere le raccolte fondi e magari a riconoscere i dispersi. **Il confine fra il racconto legittimo della cronaca e il voyeurismo è però un filo sottile a cui bisogna prestare attenzione**.

Sui *social* è un continuo susseguirsi di video più o meno spettacolari di palazzi che crollano e di persone estratte vive o esanimi. Si indugia sui particolari: gli sguardi terrorizzati, il pianto di un papà che stringe la manina del figlio defunto. **Momenti di intimo dolore che meritano rispetto**. Quello che 42 anni fa non sapemmo dare ad Alfredino Rampi. Era l’alba di una nuova era mediatica e non lo sapevamo. Non è mai troppo tardi.

*di Ilaria Cuzzolin*
