---
title: "Tragedia di Rigopiano: condannato l&#8217;ex prefetto  di Pescara"
description: "L'ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo, è stato condannato a un anno e otto mesi. Condannati anche Colangeli e Bianco."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Tragedia-Rigopiano.png
date: 2024-02-14
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/tragedia-di-rigopiano-condannato-lex-prefetto-di-pescara/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Italia]
---

# Tragedia di Rigopiano: condannato l&#8217;ex prefetto  di Pescara

![Tragedia Rigopiano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Tragedia-Rigopiano.png)

2023-02-23 22:54:43

2023-02-23 21:54:43

Si è concluso oggi il processo di primo grado per la tragedia di Rigopiano tra l'indignazione e il dolore dei familiari 

Si è concluso oggi il processo di primo grado per la tragedia di Rigopiano con 25 assoluzioni, 5 condanne e l’indignazione dei familiari in rivolta in Tribunale: “Vergogna, venduti! Questa non è giustizia è una vergogna”. Fra le assoluzioni l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo e l’ex presidente della Provincia, Antonio Di Marco. Il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per omicidio plurimo colposo e lesioni multiple, nulla in confronto agli 11 anni e 4 mesi chiesti dall’accusa.

Per gli stessi reati sono stati condannati a 3 anni e 4 mesi il dirigente e il responsabile del servizio di viabilità della Provincia di Pescara, Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio, ritenuti responsabili della mancata chiusura al traffico veicolare del tratto stradale della provincia 8 dal bivio Mirri e Rigopiano. Condannati a 6 mesi di reclusione per falso il gestore dell’albergo, amministratore e legale responsabile della società “Gran Sasso Resort & SPA”, Bruno Di Tommaso e Giuseppe Gatto, redattore della relazione tecnica allegata alla richiesta della Gran Sasso spa di intervenire su tettoie e verande dell’hotel. Quell’hotel che da luogo di vacanze si trasformò in un incubo.

Sono le 11.38 del mattino del 18 gennaio 2017 e Gabriele D’Angelo, all’epoca cameriere, chiama il Centro di coordinamento soccorsi della prefettura per chiedere di liberare la strada e consentire agli ospiti di lasciare l'albergo. Nessuno accolse la sua richiesta. Cinque ore dopo l’hotel di Farindola venne travolto da una valanga. Morirono 29 vite. 

Dopo la sentenza il vicepremier e ministro Matteo Salvini, ha dichiarato: “Tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà ai famigliari delle vittime innocenti”, per il presidente della Regione Abruzzo, Marsilio: “È una sentenza che provoca dolore e sorpresa, ma allo stesso tempo dobbiamo rispettare la decisione del Giudice”. 

Fuori dal Tribunale di Pescara uno striscione con i volti delle 29 persone che persero la vita. Presenti alla sentenza tutti i parenti delle vittime e alcuni superstiti, tra cui Giampiero Matrone che perse la moglie, ed il cuoco Giampiero Parete uno dei primi che diede, inascoltato, l’allarme quel pomeriggio. Ed è proprio Matrone a rilasciare le seguenti dichiarazioni in aula: “Giudice, non finisce qui. Oggi è morto lo Stato italiano. Questa tragedia ha colpito noi in primis, ma poi tutta l’Italia. Ho messaggi di vicinanza da parte di tutti. È andata come non speravamo. La cosa più brutta è che speravamo sempre in un minimo di giustizia nei confronti di chi non c’è più e di tutti noi: non c’è stata. Zero proprio. Questa è la cosa che fa più male. Non molliamo, continueremo. Da domani volevo ricominciare a vivere, ma purtroppo continuerò a sopravvivere”.

Di Claudia Burgio

Rigopiano, la furia dei familiari contro i giudici

publish

closed

closed

rigopiano-la-furia-dei-familiari-contro-i-giudici

2023-02-24 01:03:11

2023-02-24 00:03:11

post

raw

2022-01-16 12:00:35

2022-01-16 11:00:35

Le 29 vittime dell'incidente di Rigopiano del 18 gennaio 2017 sono ancora in attesa di giustizia. Di rinvio in rinvio la prescrizione è ad un passo e la giustizia sempre più fallace.

D’imprevedibile (a volte) c’è la catastrofe, di prevedibilissimo invece tutto quel che segue. Titoloni in prima pagina, pensosi editoriali all’insegna del «Mai più!», pagine e pagine di cronaca dettagliata che col passare dei giorni assume le tinte fosche della necrofilia. Entra in scena la magistratura inquirente, che spesso non lavora in silenzio.

Ecco puntuali sui giornali le trascrizioni delle intercettazioni dei protagonisti: possono non avere rilevanza giudiziaria (ed è una vergogna) oppure averne parecchia (ed è vergogna ancora maggiore). Per non apparire lassista, la Procura di turno indaga decine di persone, ipotizzando i reati più gravi anche se in assenza di qualsivoglia prova.

Il tempo scolora tutto, il giornalismo antropofago volge altrove i suoi appetiti, la nostra memoria si fa flebile. Trascorrono gli anni. Conclusosi da tempo il sommario processo mediatico, è venuta meno l’urgenza del processo vero e proprio.

Il 18 gennaio 2017 una slavina si è abbattuta su un albergo a Rigopiano, uccidendo 29 persone. Di rinvio in rinvio, sono ancora in attesa di giustizia. Il processo non potrà che iniziare dopo aprile, avendo il gup concesso altri tre mesi di rinvio ai “super periti” (sempre super, mi raccomando) chiamati a stabilire con certezza scientifica le eventuali responsabilità. La prescrizione è a un passo. Aveva capito tutto Fabrizio De André: «Prima pagina venti notizie / ventuno ingiustizie e lo Stato che fa / si costerna, s’indigna, s’impegna / poi getta la spugna con gran dignità».

 

di Vittorio Pezzuto

Giustizia lenta in ulteriore rallentamento

publish

closed

closed

giustizia-lenta-in-ulteriore-rallentamento

2022-01-15 12:56:36

2022-01-15 11:56:36

post

raw
