Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Trappola di fuoco a Crans-Montana: cosa è successo nella discoteca della strage

L’incendio durante la festa di Capodanno, il panico, il flashover. Almeno 40 morti, 6 italiani dispersi, 100 giovani gravemente ustionati. Cosa è successo a Crans-Montana

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da La Ragione (@laragione.eu)

| ,

Crans-Montana. L’ultimo bollettino diramato questa mattina dalle autorità della Svizzera lascia presagire che il bilancio delle vittime è destinato a crescere. “80–100 persone sono in condizioni critiche (…) Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali molte non sono state ancora identificate”, ha dichiarato Stéphane Ganzer, che coordina il dipartimento della sicurezza del Canton Vallese. Il 17enne Matteo Galleppini è la prima vittima italiana, seppur non ancora in via ufficiale. A causa delle gravi ustioni riportate, molte delle vittime non sono ancora identificabili. Il 17enne è stato identificato grazie al suo smartphone e si attende ancora l’esito del DNA. 

In queste ore di grande apprensione, mentre i telefoni degli ospedali elvetici suonano ininterrottamente e si piangono le vittime, gli occhi del mondo sono puntati sulla piccola località montana alla ricerca dei responsabili. Le indagini proseguono con grande attenzione. Sul web sono usciti poco a poco diversi filmati girati proprio dai telefoni dei giovanissimi che si trovavano sul luogo al momento della tragedia. Attraverso questi documenti gli inquirenti stanno provando a ricostruire l’accaduto.

Cosa è successo a Crans-Montana, in Svizzera

Nella notte di San Silvestro erano in corso i festeggiamenti del Capodanno quando, pochi minuti prima dell’1:30, il fuoco si è propagato velocemente, cogliendo di sorpresa i ragazzi che si trovavano nel seminterrato del Constellation. La musica ha così lasciato il posto a urla e grida di terrore. Le testimonianze dei sopravvissuti parlano di una scena apocalittica. Raccontano di corpi gravemente ustionati e riversi a terra, ragazzi che uscivano “sfigurati in volto e con i vestiti fusi con la pelle”. 

Secondo le prime ricostruzioni, quando le “candele pirotecniche” fissate sui tappi delle bottiglie hanno toccato i pannelli fonoassorbenti sul soffitto, le scintille hanno innescato un principio di incendio. Si tratta di pannelli che, in condizioni normali, dovrebbero essere ignifughi, ma che col tempo, se non trattati con prodotti specifici, possono perdere questa caratteristica. Inoltre, se non a norma, questi pannelli (composti da poliuretano) diventano altamente infiammabili. Proprio accanto al punto di propagazione delle fiamme passa il condotto di aerazione. Nelle immagini si distingue un bocchettone dal quale potrebbe essere affluito l’ossigeno che ha alimentato l’incendio.

Nelle immagini si vede come, inizialmente, alcuni ragazzi tentino invano di spegnere il fuoco. Altri, non comprendendo subito la gravità della situazione, filmano la scena, forse sotto l’effetto dell’alcol. A quel punto, alcuni ragazzi hanno avvisato i bodyguard all’ingresso e, quando questi si sono allontanati per verificare quanto stava accadendo, la situazione è precipitata nel caos.

Il caos

Le persone in fila hanno forzato l’ingresso per cercare di entrare nel locale, che disponeva di un’unica via di accesso e di uscita. Una rampa di scale stretta e angusta, un vero e proprio collo di bottiglia che, in quel momento, è rimasto bloccato da chi tentava di entrare nella discoteca. Nel mentre, una nube tossica, rilasciata dalla combustione dei materiali plastici presenti all’interno del locale e composta da gas altamente infiammabili, ha reso l’aria irrespirabile. Il piano interrato era privo di finestre e l’uscita di sicurezza era sbarrata. È stato allora che si è scatenato il panico ed è cominciata la corsa in superficie. In quel frangente diverse persone sono rimaste schiacciate dalla calca.

Il piano terra, che dava sull’esterno, era chiuso da una veranda. Qualcuno forza le ante, altri spaccano i vetri per scappare. Così, l’aria irrompe improvvisamente nell’ambiente e si scatena l’effetto “flashover”. Si tratta di un tipo di incendio che divampa in pochi istanti senza lasciare scampo. Le persone che in quel momento si trovavano ancora all’interno sono rimaste inevitabilmente avvolte dall’esplosione. Fuori dalla discoteca intorno alle 2 del mattino regnava il caos, barelle improvvisate con mobili e divanetti scampati alle fiamme, corpi a terra inerti e genitori accorsi in quell’inferno alla ricerca dei propri figli. I soccorsi sono durati 5 ore: 40 ambulanze, 10 elicotteri, 150 soccorritori e vigili del fuoco si sono mobilitati nel tentativo di salvare quante più persone possibili. 

Dopo il pianto monta la rabbia e ora l’opinione pubblica punta il dito sui gestori denunciando la mancanza di una gestione efficace dell’emergenza. Bisognerà ora fare chiarezza su cosa non ha funzionato e se le misure di sicurezza siano state rispettate o meno. La procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud ha annunciato in queste ore che è stata aperta un’inchiesta che si focalizzerà sui lavori fatti, sulle misure di sicurezza, sui materiali impiegati, sulle disposizioni antincendio nel locale, sul numero di persone presenti, su quelle autorizzate e sulle vie di evacuazione.

di Angelo Annese

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI