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title: Uomini e fiumi
description: Ogni autunno che viene l’Italia si ritrova con i piedi e le mani nel fango. È la storia ciclica in tre tesi ma il problema resta lì
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date: 2023-11-10
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/uomini-e-fiumi/
categories: [Cronaca]
tags: [Ambiente, cronaca, Evidenza]
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# Uomini e fiumi

![alluvioni Italia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-sito-2-5.jpg)

Ogni autunno che viene l’Italia si ritrova con i piedi e le mani nel fango. È la storia ciclica in tre tesi ma il problema resta lì

Ormai lo schema è chiaro, ha tre fasi: **1) piove molto; 2) colpa del cambiamento climatico; 3) assenza di governo del territorio e manutenzione**.

**Lo schema in tre tesi** – quasi un’ironica ma dolorosa dialettica hegeliana un tanto al chilo – si ripete a ogni forte temporale. Non resta altro che attendere il prossimo nubifragio e vedere, come diceva Jannacci, l’effetto che fa. A meno che non si corra ai ripari e, abbandonando la teologia climatica, ci si metta a lavorare di buona lena recuperando il tempo perduto pulendo i tombini, le cunette, i letti dei fiumi, rafforzando gli argini, rivedendo i piani urbanistici, limitando il cemento e, insomma, usando la testa senza credere che per evitare i disastri basti una preveggente e tempestiva allerta meteorologica.

Possibile? Macché. Siamo diventati il Paese – forse lo siamo sempre stati – delle discussioni senza senso sui massimi sistemi e **abbiamo dimenticato che il metodo scientifico è sperimentale e che lo ha inventato Galileo Galilei**, non soltanto sulla base della (buona) teoria ma soprattutto della pratica che lui chiamava «cimento». Ma qui, ormai, nessuno più vuole cimentarsi con la pratica, cioè con il lavoro: le spiegazioni della (cattiva) teoria sono così comode perché danno la possibilità da un lato di avere il mondo fisico-naturale – la Natura – in pugno e dall’altro di dare lezioni agli altri che non hanno capito niente.

**Ma dov’è che l’ho già sentita questa storiella tanto metafisica quanto patafisica?** Ah già, nel secolo scorso, quando gli uomini – lasciamo stare quali uomini – pensavano di avere in pugno la Storia della quale, come amava dire Carletto Marx, avevano risolto l’enigma. Oggi, non contenti dei disastri del passato, è stato fatto un passo in avanti e si è passati dal controllo totale della Storia al controllo totale della Natura della quale, evidentemente, è stato risolto l’enigma. Scusate, non sarebbe il caso di stare un po’ con i piedi per terra e mettersi a lavorare?

**Ogni autunno che viene l’Italia si ritrova con i piedi e le mani nel fango**. L’autunno – la stagione delle piogge – è a metà strada e già sono andate sott’acqua Milano e Firenze. A Milano il Seveso si è allargato e la città si è allagata, ma non è la prima volta: negli ultimi 140 anni è accaduto quasi 350 volte. A Firenze l’Arno è stato governato e l’alluvione del 1966 non si è ripetuta. Come a dire: imparare le lezioni fa bene.

Purtroppo, però, il contado – come si chiamava una volta la campagna della città – è cresciuto senza il governo né del territorio né delle acque e il risultato è che il territorio è andato sott’acqua e sotto il fango per lo straripamento di torrenti, affluenti, fiumi, canali. **La storia, la geografia, la geologia, persino la politica sono ‘scienze’ più utili della climatologia**; purtroppo non c’è chi le pratica perché – a differenza delle Grandi Narrazioni sulle nuvole – costano fatica, esigono impegno quotidiano e, soprattutto, non offrono la possibilità di avere la verità in tasca per teorizzare la ‘soluzione finale’ e la cancellazione del male dalla faccia della Terra.

L’emergenza continua non è frutto del solito destino cinico e baro ma della stolta **pretesa di commettere sempre gli stessi errori sperando che la prossima volta non si verificheranno disastri grazie all’allerta meteo e alla ‘scienza’ climatica**. Ma così l’emergenza si trasforma in urgenza e l’urgenza genera mostri e morti oltre agli angeli del fango e agli eroi dei salvataggi. Sarebbe meglio fare a meno, nei limiti del possibile, dei mostri e dei morti, degli angeli e degli eroi e avere semplicemente uomini capaci di intendere, volere e lavorare.

*di Giancristiano Desiderio*
